Un giocatore dell’Inter può beneficiare dell’arrivo di Pioli – GdS

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13 novembre 2016, 11:49
Pioli

Roberto Mancini lo ha fatto esordire in Serie A e in Champions League. Ma l’allenatore che lo ha utilizzato di più in carriera è proprio Stefano Pioli. Il neo allenatore dell’Inter gli ha garantito più continuità. E bisogna risalire alla stagione 2010-11 per riannodare i fili. Ecco cosa racconta la “Gazzetta dello Sport”.

MIGLIORE STAGIONE – «Marco Andreolli viene acquistato dalla Roma a titolo definitivo. A Verona trova Pioli che aveva accettato il contratto annuale proposto dal presidente Luca Campedelli dopo aver risolto l’accordo con il Sassuolo. Per entrambi – anche se l’allenatore aveva già lavorato con il Chievo in Primavera – è l’inizio di una stagione positiva. I veneti si salvano con la quarta miglior difesa del campionato (meglio fecero solo il Milan campione d’Italia, il Napoli e la Lazio). La stagione di Andreolli è così positiva che a gennaio l’Inter, dopo averlo visto nel suo vivaio, acquista la metà del suo cartellino visto che erano ancora attive le comproprietà. A fine stagione però i veneti lo riprendono ancora per intero, mentre Pioli lascerà il Chievo per il Palermo.

ANDREOLLI CI CREDE – Ma restiamo al 2010-11. Andreolli è titolare fisso in quel Chievo capace di vincere tre delle prime quattro partite, di battere l’Inter e il Napoli in casa, di pareggiare con la Roma e la Juventus al Bentegodi e di prendere anche un punto nel ritorno contro il bianconeri. Andreolli ha sempre usato lo stesso sistema: silenzio, lavoro, applicazione. E come lo utilizzava al Chievo di Pioli, lo ha utilizzato in questi anni di Inter. Il terribile infortunio dello scorso anno a Siviglia ha messo ancora una volta alla prova il suo spirito. Si è piegato e non si è spezzato. Ha recuperato alla Pinetina e da qualche tempo lavora in gruppo. Il problema muscolare di Ranocchia e le convocazioni in nazionale di Miranda e Murillo lo hanno reso il centrale più pronto all’uso per Pioli. Giocare il derby resta un sogno, ma per lui la differenza è nulla. Prima di tutto viene il lavoro. Poi, ci sarà tempo di pensare anche al contratto in scadenza da rinnovare. Nessuno intende liberarsene senza pensieri».

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