Ulivieri: “Vi spiego perché Mancini cambia tanto. Icardi…”

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26 novembre 2015, 17:09
Ulivieri

Renzo Ulivieri, attuale presidente dell’Associazione Italiana Allenatori, intervistato da “calciomercato.com” ha toccato diversi temi fra cui anche l’operato di Roberto Mancini e il confronto fra Mauro Icardi e Nikola Kalinic.

MANCINI – Da ex allenatore, Ulivieri ha commentato durante la sua intervista il lavoro tattico di Mancini sulla panchina dell’Inter. Un Mancini che cambia tanto, moduli e uomini, in base ai suoi avversari. Ecco il commento di Renzo Ulivieri: «Perché cambia tanto? È il calcio di oggi, le rose sono talmente vaste che un allenatore può permettersi di fare certe riflessioni. Poi sta all’allenatore trovare la misura giusta perché bisogna dare alla squadra il tempo di digerire tutte le nozioni che vogliamo apprenda. Ma quello che sta facendo Mancini è normale e sta ricevendo buone risposte, ormai dobbiamo abituarci tutti: il calcio moderno va esattamente in questa direzione, adesso anche le grandi squadre si regolano sull’avversario che hanno di fronte, si studia il modo migliore per subire meno e per fare più male. Di conseguenza è un continuo variare di moduli a seconda delle diverse circostanze»

ICARDI – Uno degli uomini più discussi di questo inizio di stagione per l’Inter è sicuramente Mauro Icardi. Ulivieri ha confrontato l’argentino a un altro attaccante che ha avuto un grandissimo impatto in questo inizio di stagione: Nikola Kalinic della Fiorentina. Ecco le sue parole a riguardo: «Credo che possiamo suddividere gli attaccanti in tre grandi categorie; 1) Quelli che segnano tanto e giocano poco per gli altri; 2) Quelli che aiutano tanto e segnano poco; 3) Quelli – rarissimi – che sanno fare entrambe le cose. Icardi appartiene alla prima categoria, Kalinic all’ultima, a quella degli attaccanti rari. Perché in giro per l’Europa se ne trovano veramente pochi di giocatori così, lui sa fare tutto: pressa gli avversari, attacca la profondità sia lato palla che lato opposto palla, arretra a dare una mano e tecnicamente è indiscutibile. Icardi gioca per sé e deve ascoltare di più Mancini, ha le doti per trasformarsi, ma ci vorrà almeno un anno di lavoro e se attualmente dovessi scegliere tra i due, beh, non avrei alcun dubbio a buttarmi sul croato, è già pronto».