Simoni: “Inter senza personalità, spero nel pari col Napoli”

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1 dicembre 2016, 07:33
Simoni

Gigi Simoni, ex allenatore di Inter e Napoli, ha parlato della sfida fra le sue ex squadre in esclusiva alla “Gazzetta dello Sport”

POCA PERSONALITÀ – Intervistato dalla “Gazzetta dello Sport”, Gigi Simoni, ultimo allenatore a portare alla vittoria in campionato l’Inter al San Paolo, ha spiegato il segreto per poter sbancare il San Paolo: «Per vincere a Napoli serve personalità. Sbancare il San Paolo non è facile, non lo è mai stato. Occorre metterci gli attributi. La mia Inter ne aveva da vendere, quel giorno in campo c’era gente come Bergomi, Zanetti e Galante. Questa Inter è a tratti molto bella a vedersi ma non ha gente di grande personalità».

ICARDI FORTISSIMO – Simoni ha poi parlato di Mauro Icardi, leader sicuramente tecnico ma non carismatico: «Icardi è un attaccante fortissimo, segna con medie straordinarie. È un leader tecnico ma non carismatico. L’Inter attuale ha tanti buoni calciatori, può sfoderare una grande prestazione anche contro il Napoli ma pecca nella continuità perché magari in provincia non trova le motivazioni che avrà di sicuro domani sera».

CHAMPIONS – Per l’ex allenatore nerazzurro, raggiungere la Champions League per l’Inter non è un traguardo impossibile, anche se c’è molto da lavorare: «Champions irraggiungibile? No, anzi. Il tempo per recuperare non manca e neppure la qualità, bisogna prendere esempio da quello che ha fatto la Juve lo scorso anno e quindi abbinare alle doti dei singoli quella cattiveria agonistica collettiva che fino a ora è mancata. Sono certo che Pioli lavorerà anche su questo aspetto».

PAREGGIO – Infine il pronostico, un pronostico dettato soprattutto dal cuore e dalle emozioni provate alla guida di entrambe le squadre: «Domani spero in un pareggio. Con queste due squadre ho vissuto le mie emozioni più grandi: la vittoria della Coppa Uefa con i nerazzurri a Parigi e il successo ai rigori del Napoli sull’Inter in Coppa Italia in quel febbraio del ‘97. Peccato solo che Ferlaino mi esonerò prima della finale, anche se così fui chiamato da Moratti».