Serafini: “Caos nel DNA dell’Inter! Il capolavoro di Spalletti…”

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24 febbraio 2018, 01:09
Luca Serafini

Luca Serafini – giornalista e tifoso del Milan -, ospite negli studi di “Aspettando il Weekend” su Sportitalia, si dilunga sull’Inter partendo dai problemi storici e arrivando a quelli attuali, che vedono uno Spalletti in crisi per via di una rosa inadeguata numericamente e qualitativamente

CAOS INTER – Affonda il coltello nella piaga Luca Serafini, che continua a far notare le mancanze nell’ambiente nerazzurro dentro e fuori dal campo: «Il punto di forza dell’Inter è sempre stato Mauro Icardi con Ivan Perisic e più defilato Antonio Candreva, non il centrocampo, anche se fino a Sant’Ambrogio pure chi giocava in mezzo al campo stava dando il proprio contributo… Il problema dell’Inter nel navigare nel caos societario è nel DNA. Adesso che non c’è nemmeno Massimo Moratti a fare da parafulmine, quando c’erano anche Roberto Mancini e José Mourinho che si prendevano le proprie responsabilità, c’è il nulla e spuntano Twitter, tribune, pellicce e libri (riferimento alle vicende della coppia formata da Icardi e la moglie Wanda Nara, ndr), che creano confusione su confusione».

SITUAZIONE ATTUALE – «Luciano Spalletti non ha mai nascosto di non aver ottenuto i giocatori chiesti, si parla di liti nello spogliatoio, Icardi che se ne va e si lascia con la moglie: quello dell’Inter è un ambiente da sempre molto complicato. L’Inter ha sempre questi psicodrammi troppo ridondanti che sono più complicati della questione tattica di Borja Valero… Non c’è stato Icardi, ma nelle prime due partite da titolare Eder ha fatto due gol, poi contro il Genoa non ha visto palla. Perisic non vede palla da due mesi, Joao Miranda è Miranda: mica manca Franz Beckenbauer, l’Inter ha preso un sostituto come Lisandro Lopez a gennaio se gli manca. I giocatori dell’Inter sono questi, ma la cosa sconcertante era il primato a Sant’Ambrogio: Spalletti stava mettendo su una squadra delle sue che ripartiva, il capolavoro l’ha fatto a Roma e l’ha ripetuto a Napoli, prendendo un punto come contro la Juventus. Poi sono arrivati i pareggi in alcune partite che l’Inter doveva vincere contro le medio-piccole in campionato e contro il Milan in Coppa Italia: si è fermata giocando sempre allo stesso modo in maniera prevedibile. Spalletti adesso ha messo Yann Karamoh adesso al posto di Candreva che non ne aveva più: ha fatto un gol, ma dopo due-tre partite si vede cosa può dare realmente. Il Barcellona ha dato Rafinha in prestito all’Inter a gennaio per un motivo chiaro: lo fa recuperar dal lungo infortunio e poi in estate se lo riporta a casa!».

SPALLETTI SENZA ROSA – «A settembre dissi che nella rosa del Milan ci sono otto-nove giocatori che non cambierei con quelli dell’Inter, oggi è una cosa palese, soprattutto visto che manca Icardi: rispetto a quelli del Milan, quelli dell’Inter, salvo due-tre, non hanno una storia nelle proprie nazionali, per questo i meriti di Spalletti sono giganteschi perché non ha una rosa, la panchina è finita con assenze e stanchezze varie, c’è qualche ragazzino e stop. Perfino Milan Skriniar è andato in difficoltà in questa situazione. Spalletti ha creato una squadra molto corta e unita, che si aiuta e sta vicino, in cui perfino Davide Santon e Yuto Nagatomo hanno avuto un momento di gloria. Se viene a mancare ciò significa che manca qualcosa dal punto di vista atletico, quindi è stata sbagliata la preparazione. In una banda modesta se uno è bravo non lo cambi mai, neanche con la febbre e 40° C, quindi gioca sempre titolare: chi gioca al posto di Perisic? Dalbert alto?». Dai…







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