Sconcerti: “Mancini via? Assurdo che lo abbia deciso Thohir”

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9 agosto 2016, 15:02
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Nel suo editoriale per il “Corriere della Sera” Mario Sconcerti ha parlato dell’arrivo all’Inter di Frank de Boer in sostituzione di Roberto Mancini. Una decisione che non sarebbe stata presa dalla nuova proprietà ma dall’azionista di minoranza Erick Thohir.

ANNI DIFFICILI – «Questi secondi anni di Mancini sono stati tra i più difficili nella storia dell’Inter. Tre proprietà lontane una dall’altra, con poche idee in comune e nemmeno molti mezzi per realizzarle. Si sapeva tutto già un anno fa di questi tempi quando sul mercato furono fatte scommesse pagabili solo con l’arrivo in Champions. C’era fiducia ma anche una coscienza morbosa: o l’aereo avrebbe decollato o andava restituito a qualcuno che se lo potesse permettere. L’aereo è rimasto a terra, l’Inter è stata venduta. La parte più curiosa della storia è che tutto avviene mentre l’Inter ha la squadra migliore degli ultimi tempi. Non è di lusso ma è una squadra completa, certamente competitiva. In molti ruoli ha giocatori di valore europeo (Icardi, Miranda, Candreva, Perisic, Banega, Handanovic), alcuni dei quali cresciuti nel rendimento anche negli ultimi mesi (Perisic, Candreva, lo stesso Icardi)».

UN TECNICO PARTICOLARE – «Questo conferma che l’addio a Mancini non è una questione tecnica, ma di modi di essere. Mancini ha un alto concetto di sé, un io allargato. È stato tra i migliori giocatori del dopoguerra, pensa il calcio e la vita da fuoriclasse, sospeso tra una calma intelligente, le piccole isterie della diversità e il bisogno che queste differenze gli vengano riconosciute e condivise. Non è un grande equilibrio nel calcio, non in tempi difficili. Era fatale finisse così. Sembra solo un po’ assurdo che a decidere sia stato Thohir, l’unico in questi anni ad aver fatto affari con l’Inter, ad aver guadagnato, il più lontano nell’anima e nelle azioni societarie».

DE BOER – «De Boer è un ottimo tecnico, viene dalla scuola di Van Gaal, è meno tortuoso di Mancini di cui non ha però le stesse visioni. Non è vero sia sempre facile vincere in Olanda i campionati con l’Ajax. Prima di De Boer, l’Ajax era rimasto sette stagioni senza vincere nulla. Poi ne ha vinte quattro di fila. De Boer ha avuto in sostanza molti meriti. Il suo 4-3-3 è stato uno dei più limpidi e flessibili d’Europa. Detto questo ha solo allenato in Olanda, movimento molto importante ma campionato leggero. I migliori sono tutti all’estero. Forse è più un maestro che un tattico, chi si fida di un solo schema spesso lo fa per nascondersi. Ma conosce bene il suo mestiere. Il problema non sarà lui, ma lui in mezzo agli altri, una terra sconosciuta dove tutti vorranno fare accampamento o scappare».

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