Sconcerti: “L’Inter si è rinforzata. Ha il dovere di giocare bene”

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4 settembre 2016, 14:46
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Mario Sconcerti ha dedicato il suo editoriale sul “Corriere della Sera” all’Inter, sostenendo che la squadra si sia rinforzata rispetto alla scorsa stagione e adesso abbia il dovere di proporre un calcio di buon livello avendo i calciatori giusti per farlo.

MANCA IL GIOCO – «L’Inter non ha perso nessun titolare rispetto a un anno fa e ne ha inseriti 4 di valore, Ansaldi, Joao Mario, Banega e Candreva. Queste aggiunte valgono un salto di qualità importante. Non sto parlando di scudetto, ma di prospettive a breve termine. L’Inter è una squadra forte. Il suo problema è tecnico perché il calcio è sempre un problema di gioco, ma non può essere questo mare indeciso che è da troppo tempo. L’Inter ha una complessità globale da cui sembra quasi non voglia uscire, mentre il calcio dei grandi è un gioco semplice. L’Inter dà troppa importanza agli schemi, al sorriso dei padroni, alla fretta della gente. Dovrebbe semplicemente giocare a calcio perché non può non saperlo fare. Ha tutto. La buona psicologia si ottiene con i risultati. Quando una squadra vince è sempre sana. L’Inter non vince e si sente autorizzata a farlo dal fumo di burrasca che sempre l’avvolge».

NON SERVONO SCHEMI – «Nel calcio la base è il controllo della palla, poi viene la rapidità d’esecuzione. Sei hai queste due cose, salti qualunque schema. Giocate a due tocchi e non ci sarà squadra che sappia starvi dietro. È semplice, ma non facile. Comporta classe, molta tecnica. Ma chi ha questa tecnica fuori dall’Inter? Una, due squadre al massimo. Perché l’Inter dovrebbe continuare a giocare male se ha grandi giocatori? Una risposta può essere, perché non fa squadra. Ma qui l’inseguimento diventa retorico. Giocate veloci e la squadra non può che arrivare. Si può non vincere un campionato, ma non si può giocare sempre male».

TOCCA A DE BOER – «Una squadra di grandi giocatori non ha solo il dovere di giocare bene, ma di giocare meglio. Per farlo è necessario che l’allenatore non complichi il mestiere. Nelle squadra di grandi giocatori il tecnico è un metronomo, non un violino, deve scegliere e semplificare. È questa naturalezza nella bellezza che all’Inter manca. Questa libertà di pensiero, di espressione. Sembra una squadra eternamente frenata. Ora può bastare. De Boer giochi a calcio. Non cerchi il meglio di se stesso, non serve. Cerchi quello dei giocatori dell’Inter. Sarà sufficiente».

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