Scarpini: “Pioli via? Ricordate Lippi? Juve, l’Inter nel 2010…”

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11 aprile 2017, 08:08
Scarpini

Roberto Scarpini – Direttore di “Inter Channel” -, ospite negli studi di “Monday Night” su Sportitalia, si dilunga nel parlare delle vicende di casa Inter dopo il KO di Crotone: Pioli non rischia ed è la storia che gli dà credibilità. La stessa storia che la Juventus vorrebbe emulare in Champions

INTER, LEZIONE DA RICORDARE – Smaltita un po’ di rabbia mista a delusione, Roberto Scarpini prova ad analizzare quanto successo domenica pomeriggio: «Crotone-Inter ha dimostrato che in Serie A, se non giochi al 100%, rischi di perdere contro qualsiasi avversario. Il Crotone ha meritato assolutamente quello che ha ottenuto, complimenti a loro. Speriamo a questo punto che riescano a salvarsi! Perdere è capitato, che ci vuoi fare? E’ una sconfitta diversa rispetto a quella contro la Sampdoria, e anche contro il Torino siamo tornati a casa sapendo di meritare di più. Domenica no, non siamo stati all’altezza sia per merito del Crotone sia per altro. L’Inter non è stata in grado di fare quello che fa di solito. Stefano Pioli si è preso le sue responsabilità. Il calcio è bello perché consente di rimediare: non è compromesso nulla, non bisogna pensare che “ormai è finita”. Con gli stessi uomini bisogna ritrovare la lucidità per rifare quanto fatto prima: ci sono ventuno punti a disposizione e siamo ancora là».

CROLLO CLAMOROSO, MA ATTESO – «Nelle ultime tre partite l’Inter ha fatto un punto su nove, che erano alla portata, ma nelle diciannove partite fatte Pioli non si discute. Nel momento in cui perdi cinque partite, di cui tre contro Juventus, Roma e Napoli che sono superiori, ci può stare. Il doppio passo falso contro Sampdoria e Crotone, nell’arco di una stagione, in Italia può capitare a qualsiasi squadra. La variabile che accentua questa criticità è l’essere partiti con due freni a mano tirati, sapevi che questo genere di ritardo l’avresti pagato in maniera clamorosa perché quelli davanti corrono velocissimo: nel momento in cui tu zoppichi, gli altri volano. Tu non dovresti mai sbagliare ed è impossibile».

PIOLI MERITA FIDUCIA – «Potenzialmente l’Inter diventerà una grande squadra, ma oggi non lo è. Se lo fosse stata, non sarebbe così ora. Nella gestione Pioli, l’Inter è a ridosso delle prime, non settima come ora. Si sta lavorando bene per il futuro, ma può capitare che in sette giorni ci sia un po’ di crollo, solo che non te lo puoi permettere. E’ sbagliato dare la colpa a Pioli, il suo lavoro è sotto gli occhi di tutti. Diamogli la possibilità che merita da inizio stagione: se l’anno prossimo vince il campionato, entra nel gota dei grandi allenatori… L’Inter prese Marcello Lippi plurivincente e se ne andò dopo un anno con zero tituli. Difendo il progetto attuale dell’Inter, secondo me Pioli è quello giusto per programmare un’Inter mega-galattica come si dice. I nomi di quelli che hanno già vinto non sono sinonimi di vittorie. Vogliamo discutere il Signor Pep Guardiola? Va a Manchester e non mi sembra vada a vincere a mani basse… Non basta avere il grande allenatore per vincere. E José Mourinho? Ha preso grandi giocatori, ma niente… Mica prendi Lionel Messi e vinci, non è un’equazione vincente. Suning ha stima e fiducia nei confronti di Pioli».

JUVE, GUARDA E IMPARA – «Quando l’Inter nel 2010 si giocò la finale di Champions League nell’andata-ritorno contro il Barcellona, ci furono due componenti: 1. la grande prestazione dei singoli e poi come squadra, che ha giocato unita tutta insieme; 2. e le mosse vincenti di Mourinho, che diede le giuste indicazioni a dei campioni per sfruttare le proprie qualità così da mettere in difficoltà l’avversario. Affinché la Juventus batta il Barcellona, Massimiliano Allegri deve sfruttare i propri campioni in quest senso. E serve anche un po’ di fortuna, certo: quella è la componente per vincere! Le mie urla a Madrid? Una finale di commenta così… A Barcellona quello che ho fatto in cronaca al fischio finale non me lo riesco a spiegare, però è accaduto… C’è un trasporto, come può accadere a un giocatore o a un tifoso, io ci metto la voce!».

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