Scarpini: “De Boer-Inter, cause interne. Traghettatore? AVB…”

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2 novembre 2016, 00:36
Scarpini

Roberto Scarpini – Direttore di “Inter Channel” -, ospite negli studi di “Calcio € Mercato” su Sportitalia, parla delle dinamiche che hanno portato l’Inter a esonerare de Boer, ma sembra negare l’idea che al suo posto possa arrivare un semplice traghettatore: oggi Vecchi, a giorni si saprà la scelta definitiva

SCELTA SOFFERTA, MA PONDERATA – Come al solito Roberto Scarpini non può sbottonarsi sulle vicende interne all’ambiente nerazzurro, eppure qualcosa lascia trasparire: «Intanto nell’immediato ci giochiamo la prosecuzione in Europa League giovedì sera contro il Southampton. Non sono d’accordo sul termine caos per l’Inter: il caso è quando c’è una situazione senza chiarezza, invece l’Inter ha fatto chiarezza. L’Inter ha un allenatore, non vado mica io ad allenare la squadra. La società ha scelto di interrompere il rapporto con Frank de Boer e ora sceglie il sostituto: si aspetta qualche giorno dopo la partita delicata di giovedì. La scelta è presa dalla parte tecnica insieme a presidente e proprietà, e non dimentichiamo che ieri è venuto a mancare il padre di Erick Thohir, il che giustifica un po’ il fatto che alcune cose (come l’esonero di de Boer, ndr) potevano essere spostate di 24 ore rispetto alla priorità del lutto. L’Inter ora riparte con calma e con concentrazione per cercare di non sciupare i 90 minuti in Europa, che sono fondamentali: non si può perdere anche questa partita, se no sarebbe difficile superare il turno. L’Inter deve vincere o almeno non perdere. Poi la dirigenza farà la miglior scelta per il bene dell’Inter, ma non si può parlare di caos: si lavora con grande intelligenza per sostituire l’allenatore e continuare a inseguire gli obiettivi stagionali».

PROBLEMA ANCHE INTERNO – «L’intenzione di tutta l’Inter era confermare de Boer, poi le cose possono cambiare in pochi giorni: se la società ha deciso così in tre giorni è perché nella vita possono cambiare gli scenari. La dirigenza durante la presentazione del nuovo allenatore potrebbe dare le motivazioni di queste scelte, dobbiamo aspettare il punto di vista ufficiale. Nelle scelte sono entrate motivazioni tecniche e anche interne. Chiudere un rapporto con un allenatore con cui si stava cercando di fare un viaggio insieme è sempre una decisione molto sofferta e difficile, perché il lavoro fatto da de Boer è un lavoro difficile: era partito in ritardo, ma quello si sapeva dall’inizio. De Boer non è stato aiutato neanche da un pizzico di buona sorte, che avrebbe accompagnato a risultati sportivi – anche senza vedere ancora in campo la filosofia di gioco – che potevano dare un’idea di una stagione un po’ più aperta: il calcio è così, decidono i numeri. E’ vero che l’Inter di de Boer non meritava di perdere in più di una partita, ma per i numeri de Boer ha perso 7 partite su 14 e all’Inter le prospettive erano differenti. La somma di questo e delle vicende all’interno dello spogliatoio fanno prendere una decisione: se la decisione è arrivata a ridosso di una gara fondamentale come quella di giovedì, è stato tenuto conto anche di questo elemento. Sarà la scelta giusta o sbagliata? Chi lo sa, vedremo. Con Roberto Mancini l’Inter è stata impallinata per la gestione, perché prima ha provato a recuperare il rapporto con il tecnico e poi l’ha chiuso solo dopo aver capito che non era più sanabile. Qualsiasi scelta si fosse fatta su de Boer, l’Inter sarebbe stata criticata!».

IPOCRISIA E FUTURO IN PANCHINA – «Oggi Frank se n’è andato dicendo grazie, poi in serata è spuntato il fratello-gemello Ronald e come tale esprime il pensiero opposto… Le decisioni all’Inter vengono prese insieme: la proprietà (il gruppo Suning) e il presidente (Thohir) con la parte di direzione sportiva (su tutti il Direttore Sportivo Piero Ausilio, ndr), che ha la materia, ma i primi hanno il capitale e bisogna tenerne conto di questo, dando loro delle direttive. Poi si decide. Mi fa ridere sentire ora del “povero de Boer” da chi lo ha sbertucciato in maniera vergognosa fino a ieri. Gli ridevano alle spalle, lo prendevano in giro, discutevano sul fatto che era sbagliato che parlasse in italiano, invece di apprezzare lo sforzo di parlare italiano anziché inglese nel nostro Paese… e oggi dicono che gli dovevano dare più tempo! Mi fa un po’ ridere tutto. Qualsiasi cosa fosse accaduto tra ieri e oggi, avremmo avuto lo stesso tipo di reazione. Quello che l’Inter farà domani sarà ancora più sbagliato per loro. In panchina c’è Stefano Vecchi, che è un bravo tecnico: allena l’Inter Primavera, ma ha già esperienza nel calcio professionistico. Farà bene? Vedremo, vedremo se sarà la scelta giusta, ma è stata fatta e l’Inter è convinta che sia la scelta più adatta. Chi dice che l’Inter stia cercando un traghettatore? Chiedo chi lo ha detto, sicuramente non l’Inter… Walter Zenga si è liberato dal Wolverhampton, inoltre ricordo che André Villas-Boas ha lavorato all’Inter per 15-16 mesi facendo parte dello staff di José Mourinho…».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.