Repubblica: Icardi spina di Mancini, Inter gonfia d’orgoglio

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1 dicembre 2015, 16:05
mancini

L’Inter non è riuscita ad andare oltre la sconfitta a Napoli, ma i nerazzurri si sono comunque resi protagonisti probabilmente della loro migliore prestazione stagionale. Emerge il problema relativo a Icardi, spina di Mancini oltre agli arbitri, ma ad uscirne è una squadra gonfia di rabbia ed orgoglio, come riportato da Andrea Sorrentino nel suo editoriale per “Repubblica”.

ARBITRI – «Tutti furenti. Da Thohir in giù. Orgogliosi, ma furenti e feriti. Il ritorno a casa dell’Inter dopo il ‘San Paolo’ è stato tormentato da rimpianti e recriminazioni, con gli arbitri, anzi l’arbitro, al centro del mirino. Daniele Orsato non ha mai avuto un gran rapporto con l’Inter, si ricorda da dentro: molti nerazzurri rammentano ora le due espulsioni, non una ma due, che Orsato rifilò a Mourinho durante l’Età dell’oro 2008-2010, e da allora il direttore di gara veneto è stato sempre considerato un arbitro ostico, che non avrebbe in gran simpatia l’Inter».

INTER IN DIFESA – «Inter dunque furente, e ci siamo. Ma a questo punto chi potrà essere, eventualmente, il dirigente deputato a lagnarsi a livello ufficiale? E qui casca l’asino. Nel senso che al momento, nel suo organico, l’Inter non ha un dirigente “politico” addetto a certe incombenze. Piero Ausilio, l’ultimo dirigente italiano rimasto nel club, è più  un uomo di campo o di calciomercato, non è abituato a muoversi nei meandri dei palazzi. E gli altri dirigenti, semplicemente, si occupano di altro: di marketing, di conti, di organizzazione. E sono tutti inglesi o statunitensi o comunque non italiani, nessuno di loro ha o vuole avere rapporti con l’establishment italiano. Quindi, sostanzialmente, le proteste dell’Inter rimarranno solo mediatiche, e cadranno lì».

SPINA ICARDI – «Così, della sconfitta di Napoli, rimarrà il risultato, la rabbia e anche l’orgoglio, perché nonostante tutto un pareggio l’Inter l’avrebbe meritato, non foss’altro per come ha giocato l’ultima mezz’ora, quella più difficile. Esce rafforzata, e più incavolata di prima. Ma con un problema sempre più grande, che prima o poi dovrà essere risolto. Un problema ingombrante, chiamato Mauro Icardi: capitano e centravanti sempre più in difficoltà».