Primi bilanci per l’Inter di de Boer: 3 ragioni per sorridere

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26 settembre 2016, 17:08
de Boer

L’Inter di Frank de Boer, a circa due mesi dall’insediamento dell’olandese sulla panchina nerazzurra, inizia a mostrare una precisa identità ed è possibile tracciare un primo bilancio del lavoro del tecnico. Andrea Paventi ha evidenziato tre aspetti positivi e tre negativi della squadra interista

POSITIVI – Fra gli elementi positivi, secondo il giornalista di Sky Sport, spicca il raggiungimento degli obiettivi posti in estate. L’Inter è infatti terza in classifica e se dovesse mantenere questo rendimenti potrebbe centrare la qualificazione in Champions, come richiesto dalla società. In secondo luogo la squadra mostra ora un’identità, sia a livello tattico che di scelte di uomini, che risulta al momento la più idonea. L’allenatore ha effettuato scelte chiare e migliorato l’autistma e i risultati ottenuti a oggi lo dimostrano. C’è infine una continuità ottenuta anche in virtù di scelte coraggiose, come le esclusioni di Brozovic e Kondogbia e il coraggio nel puntare sui giovani come Miangue, Gnoukouri o Gabigol. De Boer ha dimostrato di non guardare la carta d’identità, ma di voler credere in giocatori che possano essere utili al presente e, probabilmente, al futuro dell’Inter.

NEGATIVI – Esistono però anche tre aspetti negativi che Paventi ha voluto sottolineare. I nerazzurri in queste prime partite hanno sempre subito gol, però le rimonte effettuate dimostrano la capacità di reagire. In secondo luogo, emerge una dipendenza da Icardi, autore di quasi tutti i gol della squadra. E’ necessario che ora anche altri giocatori possano dare il proprio contributo sotto porta, come Candreva, Eder, Palacio e Gabigol. Infine Kondogbia e Brozovic vanno recuperati perché l’Inter, impegnata su più fronti, avrà bisogno anche del loro contributo.

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Enrica Panzeri

Enrica Panzeri

Enrica Panzeri, nata a Lecco, è innamorata di Milano, non soltanto perché è la città dell’Inter. Ama disegnare e scrivere, le piacciono il calcio, la Formula 1, il cinema e la storia dello spettacolo. Ha un’insana passione per la televisione italiana degli anni ’70-’80.