Prandelli: “La sorpresa l’arma dell’Inter. Il bel gioco arriverà”

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25 novembre 2015, 13:15
Prandelli

Nel corso di un’intervista concessa a “Il Mattino” l’ex commissario tecnico della nazionale italiana Cesare Prandelli ha parlato del big match di lunedì sera che vedrà l’Inter capolista di Roberto Mancini affrontare il Napoli secondo in classifica allo stadio San Paolo.

NAPOLI SORPRESA? – «Neppure un po’. Sarri ha ereditato la base di lavoro lasciata da Benitez. Lui ha portato del buon senso e la sua maniacale organizzazione di gioco che tutti apprezzano e ammirano. E che anche a Napoli sta dando dei frutti straordinari».

COME SI FERMA IL NAPOLI – «Mica facile. Proverei a non far ragionare i suoi pensatori in campo, a spezzare il più possibile il ritmo del gioco, a dar fastidio a quel calcio così tanto studiato a tavolino. L’Inter ha nella fisicità del suo centrocampo un’arma assai insidiosa per la qualità degli uomini che il Napoli ha là nel mezzo. Sarà divertente vedere come si evolverà la partita, tenendo conto delle mille risorse che ha Mancini a disposizione. La partita si decide nlla capacità che Napoli e Inter avranno di accorciare il più possibile la distanza tra centrocampo e difesa».

GIA’ SFIDA SCUDETTO? – «Non credo che sarà una corsa a due tra Napoli e Inter. La Juve rientrerà, ho rivisto nei bianconeri la convinzione della propria forza. E la Fiorentina di Sousa ha una brillantezza che non viene oscurata dal pareggio di Empoli. E tener fuori la Roma è davvero impossibile».

COSA SERVE PER LO SCUDETTO? – «Io la penso come Sarri: per vincere lo Scudetto basta una rosa di 20 giocatori. D’altronde avere 11 titolari significa aver già raggiunto un’identità. E questo dà sicurezza perché è un segnale di grande forza. Cosa che non l’Inter? Calma. Ha 30 punti, è la capolista. Mancini ha fatto della sorpresa e della mutazione della sua squadra l’arma in più. Pochi giorni fa mi ha colpito una sua frase: “Questo non è il mio calcio ma adesso mi adeguo”. Uno come lui che da calciatore cercava solo la bellezza, la insegue anche da allenatore. E la troverà. L’Inter gioca male? Eppure ha una dote enorme: cerca il gol fin dal primo secondo della partita e intorno a quel gol, che trova sempre, costruisce la partita. Non si vincono per fortuna tutte queste gare per 1-0».

ICARDI O JOVETIC? – «Sia Icardi che Jovetic. Ma è chiaro che è una partita che un singolo da solo non può vincere. Qui si scontrano due delle organizzazioni di gioco migliori del nostro campionato. E poi a mio avviso c’è solo un calciatore che può fare la differenza in questo momento: Hamsik. Non sbaglia un passaggio e fa sempre il movimento giusto. Merito di Sarri il suo recupero e De Laurentiis fa bene a blindarlo».

FARE LE COPPE UNO SVANTAGGIO? – «Non è per forza una cosa sfavorevole. Nel senso che poi non è che aiuti così tanto stare a pensare e a lavorare su una partita per otto giorni. Cominciare ad alzare la tensione da venerdì può essere conveniente. Concentrate tutto in poche ore può essere persino vantaggioso».

INSIGNE – «È uno dei tanti uomini d’oro di una della partite più interessanti che la nostra serie A può offrire in questo momento. Certo è uno dei pochi italiani in campo, ed è l’unica cosa che ci deve far un po’ riflettere».

HIGUAIN – «Io l’ho dissi fin dal primo momento in cui mise piede in Italia che ci trovavamo davanti a un campione autentico. Con Lewandowski, in questo momento, è il migliore attaccante d’Europa: non ci sono rivali in questo senso né tra i bomber che giocano in Premier e neppure in quelli della Liga».