Ponciroli: “Icardi sente Wanda Nara, non sempre miglior scelta”

Articolo di
19 ottobre 2016, 00:20
Fabrizio Ponciroli

Per Fabrizio Ponciroli Mauro Icardi avrebbe sbagliato a dare troppo ascolto a Wanda Nara, arrivando alla pubblicazione prematura della sua autobiografia con tutte le parti ampiamente discusse in questi giorni. Questo il suo pensiero dall’editoriale per “TuttoMercatoWeb”.

PENSARE CON LA PROPRIA TESTA – “Mi sento in dovere di soffermarmi su un caso che sta facendo discutere tutti, ma proprio tutti, da giorni: Mauro Icardi. Ho intervistato il bomber argentino due volte. In entrambe le occasioni mi sono ritrovato di fronte un ragazzo per bene, con una passione viscerale per il calcio, quasi timido. Ricordo l’ultima intervista, alla Pinetina. Wanda Nara era già presente nella sua vita e lui parlava di lei con raggiante felicità. Da quel giorno è trascorso del tempo ma non credo che il ragazzo sia cambiato. Ho sempre avuto la convinzione che, anche sforzandosi, non sia possibile modificare o stravolgere il proprio io. Quindi, secondo il mio modesto parere, Icardi era e resta un ragazzo semplice, un buono, forse un po’ ingenuo ma comunque di grande umanità. Il suo problema è che, troppo spesso, non dà il giusto peso alle questioni extra campo, delegando ad altri… Lui vorrebbe pensare solo a giocare a pallone, quello che gli riesce meglio ma, la sua vita è anche altro. Purtroppo, quando c’è da decidere su questioni che poco hanno a che fare con il pallone, Icardi non è il bomber chirurgico che siamo soliti vedere in azione. Si lascia trasportare dal vento e, alcune volte, si perde… Wanda lo conosce meglio di chiunque altro, è il suo compagno di vita. Normale che Maurito le dia ascolto. Lo facciamo tutti noi con le nostre fidanzate/mogli, non è vero? Lo fa anche Icardi… Ecco, non sempre è la scelta migliore. Pensate a quante volte vi siete fatti convincere dalla vostra partner a vedere quel film che poco vi ispirava. Scommetto che, all’uscita del cinema, avreste voluto strozzarla… Caro Icardi, siamo onesti: decidere di pubblicare un’autobiografia a ventitré anni mi è sembrata una notevole forzatura. Capisco se avessi, in questi ventitré anni di vita, scoperto un pianeta simile alla Terra, o restando in ambito calcistico, vinto un paio di volte il Pallone d’Oro e qualche Champions… Ma, a conti fatti, la tua carriera è agli inizi… Ecco, meglio pensare a giocare a pallone e cominciare ad aver meno distrazioni e persone attorno”.

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Riccardo Spignesi

Studente (ancora per poco) all’Università Statale di Milano. Redattore anche per SpazioCalcio.it e BetClic, estremamente fissato con il calcio.