Plastino: “I casting dell’Inter? Una squadra non è un’azienda”

Articolo di
6 novembre 2016, 15:03
Michele Plastino

Il giornalista Michele Plastino, nel suo consueto appuntamento domenicale su Sky Sport 24, si è detto contrario alla scelta da parte della nuova proprietà dell’Inter di scegliere il nuovo allenatore attraverso dei colloqui più simili a quelli di un’azienda.

DIRIGENZA SCAVALCATA – «Stanno imitando Lotito perché il primo presidente che ha usato questa tecnica è stato il presidente della Lazio: le varie volte in cui doveva cambiare allenatore faceva queste consultazioni quasi politiche. Questa vicenda dell’Inter è emblematica per far capire che il calcio, per quanto ci vogliano far credere, non è solo un’azienda, il calcio è fatto di tanti elementi per fortuna. Questi proprietari, che poi succedono a un altro proprietario straniero che qualcosa aveva fatto e si era organizzato, non ci stanno capendo niente. Esistono i giocatori, esistono gli allenatori, esiste la stampa e i momenti particolari e tutti questi compongono un effetto. Non è come tutte le altre aziende dove i conti non quadrano solo se il prodotto non è buono, qui il prodotto può essere anche molto buono ma il risultato non quadra comunque; questo è il calcio. Ausilio, che io stimo, si è trovato in mezzo a una situazione molto particolare: ha confermato de Boer e dopo due giorni è stato smentito, ha detto che il nuovo allenatore doveva conoscere calcio italiano e poi il candidato maggiore è diventato Marcelino, però poi evidentemente c’è un’altra parte dell’Inter che spinge per un allenatore che conosce il calcio italiano come Pioli. Poi c’è Zola che è conosciuto a livello internazionale ma ha giocato nel campionato italiano per cui a questo punto diventa forse il mio favorito. Il calcio è passione e competenza, è in antitesi con l’azienda. Io tra tutti questi ho visto spesso Pioli che alla Lazio aveva dato tantissimo sopratutto nel primo anno, poi si era incartato in situazioni di giocatori e sopratutto ormai allenare a Roma la Lazio è una grande crescita se vai bene. I casting? Io ritengo inconcepibile questo sistema. Credo che la scelta debba essere fatta da un direttore sportivo o un direttore generale estremamente competente che sa già perfettamente, perché quello è il suo lavoro, come lavora l’allenatore e quale può essere il suo approccio con un ambiente come quello dell’Inter. Io ritengo assolutamente inconcepibile un atteggiamento del genere».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.