Peroni: “Inter votata al futuro, de Boer fantastico! Mancini…”

Articolo di
29 settembre 2016, 07:56
de Boer

Giulio Peroni – giornalista del “Sole 24 Ore” -, ospite negli studi di “Calcio € Mercato” su Sportitalia, fa una disamina sull’avventura di de Boer sulla panchina dell’Inter, considerata completamente positiva al punto da aver già dimenticato Mancini

DE BOER STRAORDINARIO – Il pensiero di Giulio Peroni sul nuovo corso nerazzurro è estremamente positivo: «Contro lo Sparta Praga bisogna riscattare la figuraccia contro l’Hapoel Be’er Sheva, l’Europa League non è più una competizione di serie B per Inter, Suning e Frank de Boer, quest’ultimo passato da essere un incapace dopo aver schierato Gary Medel mezzala e fatto qualche altro errore, a essere un allenatore straordinario. Io sono più vicino a questa visione: de Boer ha mandato un messaggio di grande forza con la sostituzione di Geoffrey Kondogbia, facendo capire anche che è coperto da una società forte che ha fiducia in lui».

MANCINI DIMENTICATO – «In un mese de Boer ha iniziato a parlare italiano, adesso non ha quasi più bisogno di un interprete. Noto che stanno diminuendo le vedove di Roberto Mancini, di cui ormai nessuno parla più. De Boer è convinto e convincente: è duro, mette la squadra davanti al singolo e lo ripete perché è sicuro dei propri passi. Bastone e carota: l’allenatore bravo gioca su questi due aspetti, dev’essere equilibrato e deve far sentire i giocatori importanti, ma renderli allo stesso tempo responsabili. De Boer ha punito Marcelo Brozovic, ma ora lo sta per rilanciare. L’Inter è una squadra votata al futuro. A Praga non sarà facile, ma è un altro banco di prova: l’Inter ha pareggiato in casa contro il Bologna, ma la gente uscendo da San Siro era ottimista nonostante non si sia vinto».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.