Pellegrini: “Vi racconto la mia Inter. Zhang? Lo apprezzo”

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27 gennaio 2017, 19:36
Pellegrini

Ernesto Pellegrini, ex patron e presidente dell’Inter, nel corso della presentazione della sua autobiografia Una vita, un’impresa. Grazie all’Inter ho trovato il senso vero della fede ha parlato della sua presidenza e dell’Inter del presente

BILANCIO – «In effetti avremmo potuto vincere di più, in particolare il primo anno di presidenza, quando arrivammo terzi dietro al Verona e al Torino. Rispetto, ma non condivido il pensiero del nostro allenatore dell’epoca, Ilario Castagner, che ci mancava qualcosa a centrocampo (leggi qui, ndr). Avevamo un organico completo per vincere e anche la semifinale europea con il Real Madrid fu condizionata dall’incidente della biglia che colpì Bergomi e impaurì i nostri giocatori».

GIOCATORI – «Tutti i giocatori che ho desiderato, sono riuscito a portarli in nerazzurro. Sammer? Lo sapevo che era un campione e la vittoria del Pallone d’Oro mi ha poi dato ragione… Purtroppo però diedi retta ad alcuni consiglieri, che mi suggerirono di rimandarlo in Germania».

SCUDETTO DEI RECORD – «Fu un momento incredibile. Avevamo una squadra fortissima, a Matthaeus e Brehme l’anno dopo si unì anche Klinsmann. Tre giocatori che poi trascirono la Germania alla vittoria della Coppa del Mondo proprio qui in Italia ai Mondiali del 1990».

ALLENATORI – «Giovanni Trapattoni e Osvaldo Bagnoli con loro, milanesi, potevo parlare anche in dialetto. Sono stati due collaboratori che alle spiccate capacità tecniche univano doti morali. Persone che sapevano essere d’esempio al gruppo».

PRESENTE – «Apprezzo molto Jindong Zhang perché ha dimostrato di essere venuto in Italia con le idee chiare, per far crescere la squadra e pronto a investimenti molto importanti. L’acquisto di Gagliardini, uno dei migliori giovani talenti, ne è la dimostrazione. No, non ho cambiato idea, rispetto al mio appello che feci a Moratti nel 2013 per non vendere a Thohir. Non era nazionalismo. All’epoca sapevamo poco del nuovo proprietario ed era lecito avere perplessità sulle intenzioni di un investitore estero». Queste le parole di Ernesto Pellegrini riportate da “Panorama.it”.