Pedullà: “Capello-Inter? De Boer senza JM, Mancini in 17…”

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30 settembre 2016, 08:08
pedullà

Alfredo Pedullà – giornalista ed esperto di mercato – durante la diretta di “Calcio € Mercato” su Sportitalia sottolinea tutta la sua delusione per il passo falso dell’Inter contro lo Sparta Praga: Inter già Joao Mario-dipendente, ma non può essere un alibi né per la squadra né per de Boer, che comunque non va messo in discussione

DE BOER, PASSO INDIETRO – Un tonfo inaspettato, Alfredo Pedullà non se lo spiega: «Non mi aspettavo un passo indietro così eclatante da parte dell’Inter in Europa dopo i passi in avanti fatti da Frank de Boer. Il passo indietro è stato fatto soprattutto nell’approccio alla partita, ma non ci sono solo responsabilità per de Boer. Però l’inizio contro lo Sparta Praga è stato imbarazzante. Dopo le partite contro Juventus, Empoli e un po’ contro il Bologna, mi aspettavo un’Inter diversa. Non penso che all’Inter non interessi l’Europa League, per il gruppo Suning è una competizione molto importante. La notizia della serata è questo passo indietro dell’Inter, troppo pensate rispetto ai segnali positivi dati da de Boer nelle ultime uscite».

DA MANCINI A JOAO MARIO – «Inter e Roma non sono lontanissime da Juventus e Napoli, ma lontane sì. L’Inter si sta ancora trovando e sta cercando l’equilibrio, ma senza Joao Mario in campo ancora non riesce a trovarlo. In Europa League mi aspettavo continuità anche senza Joao Mario, che non può essere schierato, ma non ci si può approcciare alle partite come fatto a Praga. Fabio Capello al posto di de Boer? Non credo che de Boer debba essere messo in discussione ogni volta che perde una partita. Quando l’Inter perde una partita è colpa di de Boer, quando l’Inter ne vince due de Boer è un fenomeno. De Boer è un allenatore che si sta sbattendo molto perché, essendo arrivato tardi, sta cercando di costruire ora quello che avrebbe dovuto già avere. Roberto Mancini ha avuto diciassette mesi senza raggiungere risultati, de Boer non può essere messo in discussione subito».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.