Pasquino: “Inter inferiore solo alla Juventus. Bravo Pioli”

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23 dicembre 2016, 13:05
Banega Icardi Inter-Lazio

Stefano Pasquino scrive la sua opinione sull’Inter dalle colonne di “Tuttosport”. Non manca la stima nei confronti di Stefano Pioli ed in generale per la rosa nerazzurra che, al netto delle difficoltà di inizio anno, poteva rappresentare la vera anti-Juventus.

SECONDA ROSA DEL CAMPIONATO – «Le sei giornate di Stefano Pioli si sono concluse con 13 punti conquistati su 18 disponibili. Con lui in panchina l’Inter ha battuto Fiorentina, Genoa, Sassuolo (unica gara vinta in trasferta) e Lazio, ha pareggiato il derby in rimonta e ha perso (male) a Napoli. Numeri confortanti, considerato che Pioli – in attesa della sosta natalizia, in cui avrà finalmente tempo e modo di lavorare in profondità con i giocatori – ha trovato una squadra in buone, ma non ottime condizioni atletiche, e alla luce del fatto che il tecnico ha dovuto resettare tatticamente l’Inter. Con italico pragmatismo, Pioli ha dato equilibrio a una squadra che non ne aveva (e poteva perdere o vincere con chiunque, come dimostrato dalla breve parabola di De Boer) e ha ridato solidità alla difesa (non a caso, il rendimento di Miranda è lievitato ai livelli di un campionato fa), il tutto nella convinzione che con la qualità a disposizione dalla cintola in su, un gol prima o poi, sarebbe sempre arrivato. L’Inter, con Pioli, ne segna due di media a gara, dimostrando – come accaduto con Genoa e Lazio – di poter vincere contro avversari anche apparentemente superiori nel gioco. Restiamo convinti che senza i mal di pancia di Mancini e i problemi di ambientamento di De Boer, oggi l’Inter sarebbe stata la più accreditata rivale scudetto della Juventus: il suo organico non è secondo a nessuno per qualità e profondità. Forse manca un playmaker ma quello arriverà a gennaio. A Pioli però serve un titolare in più, non un comprimario, che sia pure un giocatore che per esperienza, curriculum e classe, non fatichi molto ad ambientarsi. Natale è tempo di regali e, per quanto fatto, l’allenatore ne merita uno bello grande».