Paolillo: “Moratti doveva cambiare tutto dopo il triplete”

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24 giugno 2015, 20:23
paolillo

Ernesto Paolillo ha concesso una lunga intervista: Massimo Moratti, le politiche giovanili dell’Inter, gli errori del post triplete e il ricordo del triplete stesso tra i tanti temi toccati dall’ex dirigente nerazzurro.

Ernesto Paolillo è stato il direttore generale dell’Inter campione di tutto e l’Inter è rimasta senza dubbio nel suo cuore, nonostante sia uscito dalla società ormai da qualche anno. Paolillo ha concesso una lunga intervista in esclusiva al blog Quellichelinter in cui ha toccato tanti argomenti, tra i quali l’ex presidente Massimo Moratti ricordato da Paolillo sia dal punto di vista umano che da quello dirigenziale: “La prima grande dote di Moratti, è la sua umanità, il suo essere vicino alla gente a lui cara. E’ una persona che riesce ad entrare in empatia con le persone. Molto generoso, molto buona. Questo è il Moratti uomo, amico. Il Moratti Presidente è un grandissimo appassionato di calcio, un grande intenditore”.

PREGI E DIFETTI DI MORATTI- Nel suo discorso incentrato su Massimo Moratti, l’ex dirigente nerazzurro ha voluto sottolinearne i pregi e i difetti: “La sua più grande intuizione è l’aver costruito l’Inter che ha vinto tutto. Il suo più grande errore è stato l’essere eccessivamente tifoso, si è fatto molto guidare dall’istinto e questo lo ha portato a materializzare molti acquisti fantastici, ma anche a molte delusioni”.

L’ERRORE POST TRIPLETE- In particolare Paolillo ha insistito sul sottolineare gli errori di Moratti nella gestione della società dopo il Triplete del 2010: “L’errore più grosso che gli attribuisco, è di non aver esercitato un ricambio generale, di giocatori e società, una volta vinto il triplete. Perchè in molti, in quel momento, avevano raggiunto il culmine della loro parabola e per di più si sono rilevati troppo esosi. Quello era il momento giusto per esercitare i grandi cambiamenti”.

IL VIVAIO NERAZZURRO- Ernesto Paolillo è stato uno dei più grandi sostenitori della necessità di sviluppare all’Inter un settore giovanile di livello internazionale. La missione è stata compiuta alla luce dei tanti giocatori cresciuti nel vivaio nerazzurro capaci di imporsi nei vari campionati, ma pochissimi di questi hanno trovato spazio in prima squadra e questo è il rimpianto di Paolillo: “Soffro immensamente per questo, è mancato il passaggio, il legame, come avviene nel Barcellona, tra il settore giovanile e la prima squadra”.

IL RICORDO DEL TRIPLETE- Paolillo è stato il direttore generale dell’Inter del triplete. Questo il suo ricordo di quella magica notte a Madrid: “L’attimo che mai dimenticherò è l’esplosione e la gioia al triplice fischio del direttore di gara. Una gioia che era l’esplosione di un vulcano rimasto spento per tanti, troppi anni”.

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