Palacio, arma importante e prezioso nello spogliatoio – GdS

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5 ottobre 2016, 13:11
Palacio Éder Icardi Sparta Praga-Inter

Uno dei principali problemi dell’Inter in questo inizio di stagione sembra legato alla capacità realizzativa della squadra di de Boer. La difficoltà nel capitalizzare le tante occasioni create ha suggerito alla “Gazzetta dello Sport” un’analisi approfondita degli attaccanti nerazzurri, a partire dall’esperto Rodrigo Palacio

SCORE IN CAMPIONATO – “Rodrigo va per i 35 ma rimane un attaccante inimitabile per intelligenza e capacità di sacrificarsi. Certo che la capacità di incidere in area non è più quella degli scorsi anni. Come dimostra il suo score in campionato da quando è arrivato all’Inter, nel 2012: 12 reti nel primo anno, poi 17, quindi 8, fino alle 2 dell’ultimo torneo. Il suo ruolo in questa stagione era abbastanza chiaro. Uomo di Coppa – dove tra l’altro per questioni di fairplay finanziario non sono stati inseriti Gabigol e Jovetic – e «specialista» in campionato, con licenza di entrare nel finale per shakerare le partite. E’ successo a Verona, ma il giochino non ha funzionato, e a Pescara. Lì il cambio fu triplice (dentro anche Eder e Jovetic) e i nerazzurri ribaltarono il match come una clessidra.”

COPPA – “In Coppa invece si sa come sta girando la giostra. Adattato a centravanti, Rodrigo non è riuscito a trascinare i compagni. Ha sì segnato allo Sparta, ma un gol inutile. Non è certo a lui che De Boer chiede di risolvere il problema del gol, ma Palacio rimane un’arma importantissima. Anche perché è uno dei pochi che può davvero adattarsi in tutte e quattro le posizioni offensive.”

SPOGLIATOIO – “L’attaccante di Bahia Blanca è un esempio anche in spogliatoio. Mai una polemica, malgrado in sette giornate di campionato abbia messo insieme appena 37 minuti, recuperi compresi. In quella che, a meno di clamorose sorprese, sarà l’ultima stagione in Europa, aspettatevi un finale col botto.”

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Enrica Panzeri

Enrica Panzeri

Enrica Panzeri, nata a Lecco, è innamorata di Milano, non soltanto perché è la città dell’Inter. Ama disegnare e scrivere, le piacciono il calcio, la Formula 1, il cinema e la storia dello spettacolo. Ha un’insana passione per la televisione italiana degli anni ’70-’80.