Padovan: “Pioli, perché l’Inter col 4-3-3? Se con de Boer…”

Articolo di
19 novembre 2016, 00:31
Giancarlo Padovan

Giancarlo Padovan – giornalista e Responsabile dell’Ufficio Stampa del Vicenza -, ospite negli studi di “Calcio € Mercato” su Sportitalia, commenta e critica preventivamente il probabile 4-3-3 che Pioli potrebbe usare per il suo debutto sulla panchina dell’Inter

PIOLI NON COPI DE BOER – A livello tattico qualcosa non torna a Giancarlo Padovan: «Io pensavo che quest’Inter fosse da 4-2-3-1 e che Stefano Pioli non ripercorresse la strada di Frank de Boer, però comunque non è stato catapultato a Milano senza sapere niente: Pioli ha visto l’Inter quest’anno e qualche idea se l’è fatta. L’aggressività e la voglia di vincere nel derby potrebbero fare la differenza: in una partita come questa sì, non in tutte. Nelle altre serve scegliere una strada e non ripercorre gli errori di de Boer. Se il 4-3-3 non andava bene con de Boer, non andrà bene neanche con Pioli, a meno che non ci sia qualche epurazione sul mercato mandando via giocatori che non servono più. Geoffrey Kondogbia non lo puoi bruciare, se no deve andare subito via».

DERBY PSICOLOGICO, CAMPIONATO TATTICO – «Il cuore dell’Inter era freddissimo con de Boer e credo che anche testa e cervello fossero in subbuglio, adesso serve la giusta alchimia. Contro il Milan Pioli cerca l’aspetto psicologico-comportamentale, non quello tattico: è vero che il derby è una partita particolare, ma dal punto di vista tattico Vincenzo Montella può trovare le “dritte contrarie”, quindi non va trascurata dal punto di vista tattico. Non riesco a vedere e capire come il 4-3-3 di Pioli possa mettere in difficoltà il Milan, avrei visto meglio il 4-2-3-1 con cui l’Inter ha fatto bene. I sistemi di gioco contano molto: magari nella prima partita conta più l’approccio, ma il modulo non va sottovaluto. Derby cinese? Quel “Fozza Inda” di Jindong Zhang ho impiegato settimane a capirlo, deve studiare parecchio: meglio i tifosi cinesi del Milan che il patron dell’Inter, di gran lunga!».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.