Padovan: “Inter, 3 soli innesti, ma va lontano grazie a Spalletti”

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21 agosto 2017, 21:48
Giancarlo Padovan

Giancarlo Padovan – giornalista e Responsabile dell’Ufficio Stampa del Vicenza -, in un editoriale per il portale “CalcioMercato.com”, analizza la prima vittoria stagionale dell’Inter di Spalletti, soffermandosi proprio sull’importanza dell’allenatore toscano sulla panchina nerazzurra per la rinascita: lo scudetto non è più un miraggio

TRE PUNTI A FAVORE – “Premessa fondamentale, almeno per chi scrive. Se lo scudetto non lo dovesse vincere il Napoli (primo favorito), io punto direttamente sull’Inter. Le ragioni sono almeno tre. La prima. Luciano Spalletti, pur non essendo infallibile, è uno dei migliori, se non il migliore, allenatore dell’attuale Serie A. La seconda. La rosa della squadra, già ottima l’anno scorso, è stata modificata e rinforzata, soprattutto a centrocampo. La terza. L’Inter non avrà l’impiccio delle coppe europee e potrà lavorare in tutta tranquillità per l’intera settimana”.

LA BRAVURA DI SPALLETTI – “A sostegno della prima affermazione e, in parte, anche della seconda, va ricordato che contro la Fiorentina, nella partita stravinta per 3-0, l’Inter, su quattordici calciatori schierati, ha avuto in campo solo tre nuovi acquisti: il difensore centrale Milan Skriniar e i centrocampisti Borja Valero e Matias Vecino. Questo testimonia non solo della bravura di Spalletti rispetto ai predecessori (Frank de Boer e Stefano Pioli che sedeva sull’altra panchina), ma anche della forza di un gruppo che ha tutto per diventare squadra. Sabato già potremo saperne qualcosa di più, visto che l’Inter affronterà la Roma all’Olimpico, ma che si veda come e quanto Spalletti abbia lavorato, e stia lavorando, è innegabile”.

CHIAVE TATTICA – “E’ vero che la Fiorentina, priva di quasi tutto, non è stato un test probante, ma troppe volte l’Inter ha sbagliato non tanto l’inizio di campionato, quanto partite che da facili sono diventate complesse, fino rivelarsi irrimediabili. Questa volta, invece, tutto è andato come Spalletti sperava. Un gol prestissimo, un altro, splendido. Prima del quarto d’ora la partita era decisa o comunque ben incanalata anche perché i due centrocampisti davanti alla difesa (Borja Valero e Vecino) palleggiavano con cura, facendo girare a vuoto gli avversari. L’Inter, leggera e fluida, ha fatto quasi per mezz’ora quel che più le è piaciuto, cioè possesso palla con frequenti sfondamenti sugli esterni. Il rischio, teorico, era che la partita si riaprisse, ma in pratica l’Inter ha comandato fino all’intervallo. Diversa, invece, la ripresa. L’Inter ha provato a gestire il risultato, ma ha finito per dare campo alla Fiorentina. Lo spettacolo ha incoraggiato i sogni dei cinquantamila di San Siro. Con Spalletti si può andare lontano“.