Padovan: “Ecco la mia Inter di de Boer! Banega e/o J. Mario…”

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3 settembre 2016, 22:22
Padovan

Giancarlo Padovan – giornalista e Responsabile dell’Ufficio Stampa del Vicenza -, attraverso un articolo pubblicato sul portale “CalcioMercato.com”, delinea la nuova Inter di de Boer, prendendo le difese del tecnico olandese e dandogli due consigli: basta difesa a tre e basta Banega regista

INTER RINFORZATA – “Il mercato mutato e mutante, la contingenza dell’esordio, il modulo da ritoccare mi hanno impedito finora di scrivere dell’Inter di Frank de Boer. La squadra è uscita dal mercato rafforzata (già lo era con Roberto Mancini) perché sul blocco dell’anno precedente è stato innestato almeno un ottimo calciatore per reparto, a volte due. L’Inter si trova così arricchita nelle soluzioni tattiche e nelle varianti strategiche. Purtroppo l’inizio è stato assai povero di punti e di spunti tanto da mettere subito in dubbio l’operato di de Boer. Non conosco l’allenatore olandese così bene da poterne dare un giudizio a priori. Mi limiterò, dunque, per ora, a fare un’analisi di quanto visto”.

ERRORE DIFESA A TRE – “La prima partita di campionato, persa nettamente in casa del ChievoVerona, non fa quasi testo (de Boer aveva cominciato ad allenare da meno di due settimane), se non per la scelta cervellotica di schierare una difesa a tre, comprendente Andrea Ranocchia. Il centrale che l’anno scorso è stato carente anche a Genova, sponda Sampdoria, dove ha giocato da gennaio in avanti, è ormai un’ex promessa che ha dissipato tutto il talento che aveva (chiedere ad Antonio Conte e a Giampiero Ventura chi fosse meglio tra lui e Leonardo Bonucci) e ormai non può più avere crediti neanche dagli estimatori più generosi (tra i quali ci sono anch’io). Inoltre giocare a tre per un difensore abituato e adatto alla difesa a quattro è disagevole, non foss’altro perché si concede spesso la parità numerica e si è costretti ad affrontare l’avversario uno contro uno. Ma l’Inter, a Verona, non ha perso solo per questo: ha perso perché non è stata squadra, perché è stata lenta e arruffona, perché non aveva identità e, dunque, spesso si muoveva senza sapere dove andare e come farlo”.

ERRORE BANEGA REGISTA – “Decisamente meglio la prestazione (non il risultato) della partita contro il Palermo. Primo perché de Boer è andato sul 4-3-3. Secondo, perché Ever Banega, con i suoi piedi raffinati, ha fatto viaggiare palla negli spazi a una velocità finalmente apprezzabile. Tuttavia – lo ripetiamo come già hanno fatto altri osservatori – Banega non può essere il centrale di centrocampo o, peggio, il regista di questa Inter. E’ vero che, in un passato assai remoto, l’ha fatto, ma è altrettanto vero che sia per passo sia per i numeri il meglio lo dà quando interpreta il ruolo di trequartista. In questo senso mi aspetto che de Boer non abbandoni il tentativo di far quadrare l’Inter con due centrocampisti di urto e contenimento (potrebbero essere Gary Medel e Geoffrey Kondogbia), una linea di trequartisti (Antonio Candreva, Banega e Ivan Perisic), con Mauro Icardi di punta”.

PROBLEMA JOAO MARIO – “Ragionando in questo modo, però, rimarrebbe fuori Joao Mario, cioé l’autentico colpo di mercato dell’Inter, pagato ben 40 milioni di euro. Puntando sulla duttilità del portoghese, che è un interno atipico, gli si potrebbe chiedere di giocare al posto di Medel o di Kondogbia pur sapendo che si tratta di una forzatura. In caso contrario o il sacrificato è Banega o si opta per un centrocampo a tre (Medel, Banega, Joao Mario) con le controindicazioni già sottolineate. Peccato che al momento non ci sia spazio per Marcelo Brozovic, uno per il quale la Juventus sarebbe stata disponibile a spendere più di 20 milioni. Questo rilievo conferma, laddove ce ne fosse bisogno, che a centrocampo la rosa dell’Inter è vasta, varia, di qualità tecniche e dinamiche molto elevate”.

IL RESTANTE UNDICI – “Ho parlato della difesa a quattro. Non di quali dovrebbero essere gli interpreti. Il nucleo è costituito da Joao Miranda e Jeison Murillo centrali con Cristian Ansaldi, finora infortunato, a destra. A sinistra Yuto Nagatomo, secondo me, si fa di gran lunga preferire a Danilo D’Ambrosio. L’attacco non è tutto e solo Icardi, anche se la società ha fatto un grande sforzo per trattenerlo e altri ne farà per rinnovargli il contratto. E’ arrivato Gabriel Barbosa, detto Gabigol, che è giovanissimo e chiede spazio. E’ rimasto Eder, non si sono mossi né Rodrigo PalacioStevan Jovetic destinato prima alla Fiorentina e poi al Milan. Lavorare con tanti calciatori non sarà facile per de Boer. Il quale, però, ha più urgenti priorità: imparare la lingua (anche se la proprietà è cinese e i calciatori vengono da mezzo mondo, l’Inter resta una squadra italiana che gioca in Italia) e studiare gli avversari del campionato. Sfidare il Pescara sarà un altro passaggio lungo la via della conoscenza. Ma bisogna fare punti. Cinque persi, in due partite, sono già troppi”.