Mutti: “Inter, Mancini doveva restare! De Boer costruirà su…”

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10 agosto 2016, 00:40
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Bortolo Mutti – ex allenatore del Livorno, cresciuto calcisticamente nell’Inter -, ospite negli studi di “Speciale calciomercato” su Sportitalia, commenta il cambio dell’Inter in panchina, sottolineando la perdita d’identità nazionale nel nuovo corso nerazzurro

ANNO DI MANCINI, ORA DE BOER – E’ amareggiato Bortolo Mutti per il ribaltone in panchina: «Quest’anno era l’anno giusto per Roberto Mancini, doveva rimanere. Dopo due anni di lavoro, Mancini poteva effettivamente plasmare in maniera definitiva il gruppo e creare i presupposti per essere più competitivi. Ora c’è Frank de Boer, che è una strada sicuramente diversa. A de Boer bisogna dare il tempo giusto per lavorare tranquillamente e mettergli a disposizione le situazioni che valuterà con la società. Il suo sarà un lavoro di costruzione su basi già abbastanza buone: è arrivato nel momento giusto. Già un’Inter così è abbastanza competitiva, poi dipende dall’allenatore, che farà delle scelte su chi inserire. Avere l’elasticità tattica è fondamentale, condivido la filosofia di de Boer affinché i giocatori possano dare sempre di più in campo».

INTER TUTTA STRANIERA – «Mi dispiace molto per i tifosi dell’Inter: proprietari cinesi, allenatore olandese e pochi giocatori italiani, si è perso lo spirito nazionale. Mancini come allenatore italiano era un riferimento, ma il calcio è questo. Seguiremo de Boer, che è un ottimo allenatore. Ever Banega e Antonio Candreva sono due inserimenti importanti in un’Inter già solida e competitiva. Peccato Mancini abbia lasciato…».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.