Muraro sul futuro dell’Inter: “Ottimo mercato, Kovacic dovrà…”

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7 luglio 2015, 15:58
icardi kovacic

Carlo Muraro, ex giocatore interista oggi opinionista di Sky Sport, ha espresso il suo parere sul mercato nerazzurro e sulla nuova Inter che sta nascendo. Muraro, contattato da “Itasportpress”, si è soffermato sulle possibilità di poter avvicinare la Juventus per un’avvincente lotta scudetto

LA DIFESA – Intervistato da “Itasportpress”, Carlo Muraro ha commentato così la campagna acquisti interista:
«I giocatori arrivati sono buoni, anche se bisognerà vedere se riusciranno subito ad ambientarsi. Se sarà così, il gap con la Juventus in parte sarà colmato. Mancini deve però mettere apposto la difesa, visto che Miranda è un buon giocatore, ma bisogna vedere se questa crescita è tutta sua o di Godin che gli stava affianco a Madrid. anche Murillo è un buon elemento, che si giocherà il posto con Ranocchia. Il difensore italiano deve essere un po’ più cattivo, perché spesso diventa il capro espiatorio dell’Inter. Di Montoya si parlava bene anche qualche anno fa e credo che valga lo stesso discorso degli altri neo arrivati in fatto di ambientamento. Ma c’è anche D’Ambrosio che sgomita per la fascia ed è reduce da un buon campionato.»

IL CENTROCAMPO – Diverso il discorso per il centrocampo:
«All’Inter però manca un vero regista. Kovacic lo scorso anno ha faticato, ma in parte non era colpa sua, visto che la squadra non si muoveva senza palla e per chi deve orchestrare la manovra non è semplice distribuire il gioco. Il croato però va rivisto e, se Mancini costruirà una squadra che esprimerà un gioco frizzante e veloce, magari Kovacic farà benissimo

L’ATTACCO – Infine, una speranza per l’attacco, il reparto su cui si stanno concentrando gli sforzi di Piero Ausilio per rinforzare la squadra:
«Io prenderei subito Salah, perché in attacco con Palacio e Icardi farebbe follie. L’egiziano è’ rapido, si smarca bene ed è molto forte nel saltare l’avversario e puntare la rete. Bisognerebbe capire se riuscirà a sopportare la pressione di Milano, che è ben diversa da Firenze.»