Moriero: “Inter troppo distratta, in avanti segna solo Icardi”

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4 ottobre 2016, 14:36
Moriero

Francesco Moriero è stato intervistato da “ItaSportPress” per parlare della sconfitta subita domenica contro la Roma e della situazione dell’Inter più in generale. Le prestazioni dei nerazzurri sembrano essere condizionate da dei forti cali di concentrazione.

PROBLEMA MENTALE – «Questa squadra dimostra che è ancora in fase di costruzione anche se contro la Juventus ha dato segnali importanti arrivando sempre prima sulla palla, giocando aggressiva con pressing alto. Cose che si sono riviste anche contro l’Empoli. Poi c’è stato un netto calo in Coppa e in campionato con Bologna e Roma. All’Olimpico ha trovato una parigrado e il rischio di uscire sconfitti ci sta visto il livello dell’avversario, ma dipende da come si perde. L’Inter ha degli alti e bassi incredibili ed è dovuto al calo di concentrazione visto che contro la Juve certi errori soprattutto difensivi non sono emersi a differenze delle altre partite seguenti dove tutti, Ranocchia per primo, sono sembrati in affanno. E’ anche vero che de Boer deve ancora far assorbire i suoi meccanismi al pacchetto arretrato ma non è da calciatori che indossano la maglia nerazzurra fare simili erroracci. In questi casi bisogna essere umili e giocare da squadra ‘provinciale’. L’etichetta di squadra che deve vincere a tutti i costi forse pesa sui nerazzurri anche se, parlando di Inter, è normale che i calciatori devono essere abituati a evitare passi falsi e cali di tensione. In attacco è Icardi-dipendente: se l’argentino non segna diventa tutto difficile anche se ci sono calciatori importanti che dovrebbero buttarla dentro ma se si ripetono con continuità certi errori sottoporta è evidente che manca la qualità in avanti».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.