Moggi: “Casting Inter? Discoteca cinese! Pioli OK, Ogbonna…”

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11 novembre 2016, 00:21
Moggi

Luciano Moggi – ex Direttore Generale della Juventus -, ospite negli studi di “Calcio € Mercato” su Sportitalia, dice la sua sulla scelta del nuovo allenatore dell’Inter: promosso Pioli, bocciata la modalità con cui il gruppo Suning è arrivato alla decisione finale

COPIA&INCOLLA INTER – Pur apprezzando la persona, Luciano Moggi non si fida molto di quello che c’è dietro: «Stimo molto Stefano Pioli come uomo e professionista: è una persona seria. Dopo averlo ascoltato in conferenza stampa, mi fa preoccupare perché dice le stese cose dette da Frank de Boer, ovvero che pensa alla Champions League e via dicendo: questo è un errore grosso. Sembra una poesia che insegnano i dirigenti dell’Inter ai propri tesserati. Prima di parlare di obiettivi bisogna conoscere quello che si ha in mano: Pioli conosce già un po’ l’Inter, ma manca ancora l’amalgama a questa squadra. Non si sa chi è il centrocampista vero che detta i tempi, una volta era Ogbonna (lapsus, intendeva dire Geoffrey Kondogbia, ndr) e ora è Ever Banega. Kondogbia è scomparso: è stato pagato 40 milioni, ma è difficile anche ricordare il nome…»

CASTING RIDICOLO – «I cinesi hanno fatto una sfilata tipo discoteca con i casting per il nuovo allenatore: quando si fanno certe cose si cerca di far uscire nomi che poi non sono quelli reali, loro hanno fatto fare la sfilata a Gianfranco Zola che è una persona seria, ma dai… L’Inter ha deciso di prendere Pioli, che è la scelta giusta, ma non puoi mettere tutti quegli allenatori alla berlina e farne parlare in pubblico: se vuoi farlo, li ospiti privatamente in casa e basta come fece Massimo Moratti prima di prendere Gigi Simoni, quando incontrò in casa sua altri due allenatori senza dirlo a nessuno, lo sapevamo solo io e lui… La modalità del casting pubblico è sbagliato: è solo una messa in scena. Quelli dell’Inter sono buoni giocatori, ma non è una buona squadra. L’obiettivo stagionale è raggiungere un risultato, l’Inter ancora non l’ha raggiunto».

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