Milito: “Kiev e Catania svolte! I gol a Juventus e Milan…”

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25 luglio 2017, 17:47
Milito

L’eroe del Triplete Diego Milito in diretta da Singapore – dove è prensente come ambasciatore della tournée dei nerazzurri – ha risposto alle domande dei tifosi dell’Inter fatte attraverso il profilo Facebook del club. Ecco le sue risposte

Avresti immaginato di diventare ambasciatore dell’Inter quando sei andato via?

Non pensavo che sarei diventato ambasciatore dell’Inter. È qualcosa di bello e prestigioso. Sono orgoglioso e ringrazio tutti per l’accoglienza e l’affetto.

Cosa serve all’Inter per tornare ad essere competitiva?

Serve pazienta. Negli ultimi anni ci sono stati tanti cambiamenti. Tutti vogliamo vedere l’Inter il più in alto possibile. Bisogna essere uniti e io credo che questa sarà un’ottima stagione.

Quando hai firmato con l’Inter avresti immaginato di diventare così determinante?

L’Inter per me era il massimo. Un sogno. Sono arrivato con tanta voglia e il sogno di raggiungere obiettivi importanti. Per fortuna ci sono riuscito.

Cosa hai pensato la prima volta a San Siro?

La prima volta è stato qualcosa di straordinario. Ho il ricordo di Italia ’90 dove l’Argentina ha fatto il suo esordio proprio a San Siro. È un mito.

Un momento del 22 maggio che non hai mai raccontato?

Quel giorno è difficile spiegare cosa ho sentito in quel momento. È stata la realizzazione di un sogno per me e un gruppo di ragazzi. Quando parlo ho ancora la pelle d’oca. Segnare il secondo gol sotto la nostra curva è stata un’emozione unica.

Il 22 è un numero molto importante nella tua vita

È un numero ricorrente per me. Casualmente quando sono andato al Saragozza c’erano il 2 e il 22 e quindi ho scelto il 22. Mi è andata bene e al Genoa l’ho ripresa. All’Inter lo aveva Orlandoni e lui con un gesto straordinario me l’ha lasciato.

Inter tornerà mai a quei livelli?

Me lo auguro e lo spero. L’Inter deve sempre lottare per il massimo e cercare di vincere sempre. Lo dice la storia.

Il gol più bello con l’Inter?

Difficile da scegliere. Quello della finale di Coppa Italia è molto bello, ma anche il pallonetto fatto a Sorrentino contro il Chievo. Bello anche il gol fatto contro il Catania sempre a San Siro.

Quale attaccante ti somiglia di più?

Non mi sono mai piaciuti i paragoni. Ci sono tanti bravi attaccanti, ma ognuno ha le proprie caratteristiche. A me piacciono gli attaccanti di manovra.

Chi era più forte tra te ed Eto’o?

Lui era un campione. Un giocatore determinante e vincente, ha giocato in un ruolo non suo con grande umiltà. Un grande campione.

Perché non ti hanno dato il Pallone d’Oro nel 2010?

Sono sincero. A tutti i giocatori piace essere riconosciuti, ma non mi cambia nulla. Più importante quello che abbiamo vissuto e l’affetto della gente.

Hai mai pensato di fare l’allenatore?

Sto facendo un corso in Argentia. Potrei farlo, vediamo.

Chi era il tuo compagno preferito all’Inter?

Ho avuto un buon rapporto con tutti, ma naturalmente con gli argentini di più. Dico quindi Zanetti, Cambiasso e Samuel.

Zanetti capitano silenzioso?

Lui è un grandissimo capitano per l’esempio che ha sempre dato. Javier è un mito del calcio mondiale ed era un punto di riferimento.

Mourinho cosa ti ha detto prima della finale di Madrid?

Nulla di particolare, ma l’avevamo preparata bene e in campo si è visto.

Cosa consigli ad Icardi?

C’è sempre da migliorare. Mauro ha già fatto benissimo e gli auguro di continuare così, ha grandi prospettive. Può fare ancora di più.

 

Un giorno alleneresti l’Inter?

Non ho ancora deciso se fare l’allenatore o meno, ma tutto quello che riguarda l’Inter mi farebbe piacere farlo.

Ti saresti visto meglio in coppia con Ibrahimovic o Ronaldo?

Ronaldo è sempre stato il mio idolo. Con Ibra ho avuto la fortuna di giocare con lui, ma Ronaldo è stato un modello.

Meglio i tifosi dell’Inter o quelli del Racing?

Sono due tifoserie molto simili che sono sempre vicine alla squadra specialmente nei momenti difficili.

Un episodio nell’anno del Triplete che ha fatto svoltare la stagione?

Credo che dopo la partita persa a Catania c’è stata la svolta. Passare il turno a Londra ci ha dato una spinta in più.

Un tuo modello da piccolo? 

Enzo Francescoli.

Ci sveli come è nata la tua finta?

Un movimento naturale. È una cosa che ho sempre cercato di fare fin da bambino.

Un gol al derby è il massimo?

Sì! Ho avuto la fortuna di farne 3. Il derby è una cosa speciale, così come i gol fatti alla Juventus nella loro prima sconfitta.

Mourinho il tuo miglior allenatore?

Uno dei migliori. Non sarebbe giusto nei confronti degli altri. Lui mi ha dato la possibilità di arrivare in una grande squadra come l’Inter.

Sei a Singapore come ambasciatore, sei contento di questo?

Sì, è qualcosa di emozionante. Voglio infatti ringraziare i tifosi cinesi e di Singapore, sono felicissimo. Questa tournée sarà però anche molto importante per la squadra

Cosa pensavate a Kiev quando eravamo praticamente fuori?

Kiev è stata la svolta di quella Champions. Abbiamo giocato molto bene nella ripresa, tutti sanno poi come è finita. Quella è stata la squadra più forte in cui ho giocato.

Il giocatore più forte con cui hai giocato?

Messi.

Cosa hai pensato quando sei tornato la prima volta a Milano?

Io mi sento un po’ italiano. Milano rimane una città speciale.

Come ti sei trovato con Leonardo?

Leo è stato poco tempo, ma è stato molto importante. Quando è andato via abbiamo perso qualcosina, conosceva bene lo spogliatoio. Purtroppo è andato via e abbiamo perso qualcosa.

Come sei riuscito a rialzarti dopo le critiche ricevute all’inizio della stagione 2010-2011?

Fa parte del gioco. Venivo da tante partite e poche vacanze. Ho pagato fisicamente con 2-3 infortuni che non mi hanno aiutato. All’Inter devi stare sempre al massimo.

Cosa può prendere questa Inter dalla vostra?

Oggi l’Inter è forte tecnicamente, sopratutto a centrocampo. Penso a Borja Valero che può darci una grossa mano.

Il coro più bello?

“Diego Milito facci un gol” mi dava una carica pazzesca. Ringrazio tutti i tifosi e li abbraccio.