Mercato Inter: disavanzo da colmare. Cessioni a gennaio? – CF

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1 settembre 2016, 14:46
Joao Mario

Il sito “Calcio e Finanza” ha analizzato il mercato dell’Inter che, grazie all’ingresso del Gruppo Suning, ha investito più di 100 milioni di euro. I nerazzurri potrebbero comunque cedere qualcuno a gennaio er rispettare il Fair Play Finanziario.

BANEGA E ANSALDI – «La prima trattativa, in ordine cronologico, è stata però quella che ha portato Ever Banega in nerazzurro: affare a costo zero (in attesa di capire se e quanti oneri per gli agenti saranno inseriti a bilancio), con un costo dello stipendio lordo intorno ai 6 milioni di euro. Il ds interista Ausilio avrebbe in realtà chiuso un altro colpo a zero, il terzino Caner Erkin, passato però nella stessa sessione di mercato in prestito al Besiktas, con stipendio interamente pagato dal club turco. L’affare per Cristian Ansaldi, con il Genoa, è stato invece “equilibrato” dalla cessione ai rossoblu di Laxalt (che vedremo in seguito): il difensore argentino sarebbe stato valutato circa 9,8 milioni, di cui 2 pagati e 7,8 tramite la cessione del cartellino dell’esterno uruguaiano. Oltre all’arrivo di Caprari dal Pescara (ma l’esterno rimarrà in Abruzzo in prestito), c’è da registrare anche il riscatto di Brozovic, 5 milioni dopo i 3 di prestito alla Dinamo Zagabria».

I TRE BIG – «Tre però i colpi che hanno acceso l’entusiasmo dei tifosi nerazzurri. Prima quello di Antonio Candreva, poi quello di Joao Mario, infine quello di Gabigol: i tre acquisti che pesano per la maggior parte sui conti del calciomercato interista, visti i quasi 90 milioni spesi per i cartellini. Il “record” come impatto a bilancio è relativo al centrocampista portoghese, che dovrebbe pesare intorno ai 14 milioni di euro. Complessivamente, la spesa per i cartellini ha superato i 100 milioni di euro: a livello di bilancio, l’impatto totale dovrebbe essere di circa 50 milioni, di cui quasi 24 come maggiori ammortamenti e 28 per i nuovi stipendi».

LE CESSIONI – «L’unica vera cessione dell’estate nerazzurra è stata quella di Laxalt, rientrata nell’affare Ansaldi, che, stando alle indiscrezioni, sarebbe valsa una plusvalenza di poco meno di 7 milioni di euro per le casse nerazzurre. L’unica altra plusvalenza rilevante dovrebbe essere stata quella per la cessione di Biraghi al Pescara, affare che invece rientrava nell’operazione per Caprari. Gli altri addii, oltre quelli di Telles e Ljajic (fine prestiti), che hanno portato un risparmio sui cartellini, sono state quelle di Juan Jesus e Dodò, entrambi in prestito con obbligo di riscatto (rispettivamente a 8 e a 5 milioni). La prima, però, non è certa, visto che è legata “al raggiungimento di determinati risultati”; la seconda, invece, potrebbe anche essere contabilizzata subito, ma rappresenterebbe una minusvalenza per il club nerazzurro. In compenso, l’Inter incasserà 3 milioni complessivi per i prestiti dei due giocatori».

DISAVANZO DA COLMARE – «In totale, comprendendo il risparmio degli ingaggi e degli ammortamenti, l’impatto positivo sul bilancio si dovrebbe aggirare intorno ai 25 milioni di euro: sostanzialmente, la metà di quanto dovrebbero pesare gli investimenti. Gli stipendi dovrebbero essere cresciuti di circa 17 milioni, mentre gli ammortamenti intorno ai 22. Un disavanzo generale che, con riferimento al Fair Play Finanziario, dovrà essere colmato eventualmente con cessioni a gennaio o con la mano del Suning».