Mazzola: “Brozovic va recuperato. Moratti tornerà. De Boer…”

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6 ottobre 2016, 13:22
Mazzola

Sandro Mazzola, nel corso del suo intervento sulla radio ufficiale di “TuttoMercatoWeb”, ha parlato del possibile ritorno all’Inter di Massimo Moratti, del gioco di Frank de Boer e dalla situazione di Marcelo Brozovic.

FIDUCIA IN DE BOER – «Brozovic? Secondo me va recuperato perché aveva fatto vedere di essere uno di qualità. Col Cagliari? Convocarlo sì, poi bisogna vedere se lo metto o non lo metto, dipende da come andrà la partita e gli allenamenti però lo convocherei. Il gioco di De Boer troppo sbilanciato? E’ la filosofia del suo paese, dovevano saperlo quando sono andati a prenderlo. Io sono d’accordo con lui, se vuoi vincere qualcosa devi giocare in questo modo e non come una volta quando ti chiudevi e ripartivi in contropiede. Terzo posto? E’ un obbligo minimo con quel gruppo di giocatori. Moratti torna? Secondo me sì, io conosco la famiglia Moratti, ho giocato e lavorato con loro e so quanto amano l’Inter e quando ci mettono del loro tempo. E’ gente valida, sarebbe un bel passo avanti per l’Inter. Difficile che lui riesca a resistere, secondo me ci sta pensando ma alla fine tornerà. Icardi ignorato dall’Argentina? Ci sono sempre stati casi di questo tipo, sono cose incomprensibili, probabilmente vuole fare un tipo di gioco e pensa che Icardi non sia adatto ma io intanto lo convocherei per poi decidere dopo. Giusto tenerlo? Se l’Inter diventare grande squadra non deve vendere migliori, sennò il tempo passa e i tifosi non so se sono contenti. Difesa scarsa? Secondo me non è di così basso livello, il problema è il gioco nuovo, quando cambi gioco il reparto che ne risente di più è sempre la difesa. Delusioni? Aspetto ancora un paio di mesi, farlo subito sarebbe un errore bisogna dare tempo ai giocatori».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.