Marini: “Bergkamp asociale, Jovetic top da recuperare: l’Inter…”

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23 novembre 2016, 21:09
Marini

Gianpiero Marini – ex Inter sia come centrocampista sia come allenatore -, intervistato da “Panorama”, ripercorre la sua carriera all’Inter tra campo e panchina pensando al passato, ma c’è spazio anche per un commento sulla situazione nerazzurra di oggi

ESPERIENZA IN PANCHINA – I ricordi di Gianpiero Marini iniziano dall’esperienza a bordo campo: «L’Inter del ’94 era una squadra in una fase opaca, sfiduciata e a pezzi fisicamente. C’erano giocatori che erano stati miei compagni come Walter Zenga, Beppe Bergomi e Riccardo Ferri. Puntai sulla loro voglia di riscatto, così come quella di Nicola Berti che recuperai da un infortunio e a parer mio è stato uno dei più grandi centrocampisti della storia interista. Alla fine la vittoria della Coppa UEFA fu una grandissima soddisfazione. In attacco avevamo un campione cristallino come Denis Bergkamp, un bravo ragazzo, ma non riusciva a integrarsi: se ne stava sempre sulle sue, non partecipava alla vita del gruppo e per questo non era stimato dai compagni, finendo spesso al centro di discussioni assai ‘animate’ che hanno richiesto il mio intervento…».

DUE MAESTRI ALL’INTER – «I ruoli in avanti erano coperti, Eugenio Bersellini mi chiese di arretrare per fare schermo alla difesa con compiti di regista basso e interdizione. Bersellini era peggio di José Mourinho: era estremamente rigido, pretendeva tantissimo da tutti i suoi giocatori, curava in maniera maniacale la preparazione fisica. E’ stato un grande allenatore, un po’ dimenticato purtroppo, ha raccolto meno di quanto avrebbe meritato. Bersellini e Ilario Castagner, con cui ho chiuso la carriera, sono stati senza dubbio i migliori tecnici che ho avuto. Castagner tatticamente era avanti dieci anni sugli altri. Ci guidò a due semifinali di Coppa UEFA perse per un soffio con il Real Madrid».

SVOLTA PIOLI, MA SERVE JOVETIC – «C’era bisogno di un risultato positivo nel derby per recuperare fiducia. E, anche se con sofferenza, alla fine l’Inter lo ha raggiunto. Credo che Stefano Pioli dovrà lavorare molto, innanzitutto su una formazione base su cui partire. Se condiviso quella del derby? Abbastanza, ma l’Inter deve assolutamente recuperare Stevan Jovetic, è un talento straordinario. Frank de Boer non lo ha mai considerato, spero che Pioli lo rilanci: è un campionissimo».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.