Marchegiani: “I giudizi sull’Inter condizionati dall’E. League”

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15 ottobre 2016, 13:41
Marchegiani

Luca Marchegiani è convinto che Frank de Boer abbia ancora bisogno di tempo per conoscere i suoi giocatori e che buona parte dei giudizi sull’Inter siano stati fortemente condizionati dalle due brutte prestazioni in Europa League.

SERVE TEMPO – Queste le sue parole su Sky Sport 24: «Non manca solo continuità anche se con quelle tre vittorie consecutive, tra le quali quella prestigiosissima con la Juventus, la squadra si è messa in linea con gli obiettivi di inizio stagione. La squadra è partita con un handicap: un allenatore che conosceva poco o niente il campionato italiano, arrivato a pochi giorni dall’inizio della stagione, è chiaro che ha avuto bisogno e ha ancora bisogno di un po’ di apprendistato per conoscere i suoi giocatori e non solo gli avversari. L’Inter di Mancini? L’anno scorso un po’ tutti dicevamo che era una squadra che aveva bisogno di crescere dal punto di vista del gioco, stava veramente ottenendo il massimo con quella serie di vittorie per 1-0, situazioni che non possono essere l’unico valore di una squadra e quando gli episodi hanno iniziato a non girare a loro favore si è rivelata una squadra con dei problemi. Credo che l’analisi dell’Inter sia molto condizionata dalle due bruttissime partite in Europa League perché se si guarda solo il campionato non è un inizio così negativo: perdere a Roma con la Roma ci sta, il mezzo passo falso col Bologna ci può stare a questo punto della stagione. Dove ha sbagliato l’Inter, e ne sta pagando le conseguenze, è in Europa League, partite affrontate in maniera completamente sbagliata. Una squadra in crescita non si può permettere passi falsi così gravi».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.