Mancini: “La sfida con la Roma? Vedo meglio l’Inter. Dzeko…”

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30 settembre 2016, 13:13
Mancini

L’ex tecnico dell’Inter Roberto Mancini ha parlato in esclusiva a “RomaNews.eu” del posticipo di domenica sera tra i giallorossi e i nerazzurri soffermandosi in particolare su Thomas Vermaelen, Juan Jesus e il suo pupillo Edin Dzeko.

VERMAELEN – «Conosco molto bene Vermaelen perché l’ho incontrato tante volte. Per me è un grandissimo difensore, può giocare in due ruoli, può giocare in una difesa a 3 o a 4, ha grandi qualità. Chiaramente ha avuto problemi fisici, però è una grande difensore secondo me. Fazio? E’ arrivato quando io stavo venendo via dal City, quindi ho avuto poche possibilità di incontrarlo».

DZEKO – «L’ho portato io al City dal Wolfsburg e per me è un grande attaccante. Ovviamente giocare in Italia non è facile per nessuno, quindi un anno di ambientamento forse ci vuole, ma sono convinto che quest’anno possa fare tanti gol, perché ha grandi qualità».

JESUS – «E’ un giocatore tipo Vermaelen che può fare più ruoli, centrale e terzino sinistro. E’ giovane ancora, quindi ha ampi margini di miglioramento. Sono convinto che a Roma possa migliorare quello che ha fatto vedere all’Inter dove ha giocato tanti anni. Penso che non solo possa migliorare ma possa anche riguadagnare la nazionale brasiliana».

ROMA-INTER – «Credo che l’Inter ci arrivi meglio, perché almeno in campionato arriva da due vittorie e un pareggio, per cui psicologicamente può stare meglio a meno che non accusi il colpo dopo la sconfitta di ieri in Europa League. Ma questa è una sfida sempre un po’ fuori dalle logiche perché si incontrano due grandi club. Per tanti anni Inter e Roma si sono giocate il campionato, è sempre una bella partita».

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Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.