Mancini: “La mia Inter? Bisognava investire, ma…”

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11 gennaio 2018, 11:31
Mancini

L’ex tecnico dell’Inter Roberto Mancini, attualmente sulla panchina dello Zenit San Pietroburgo, ha concesso un’intervista alla Gazzetta dello Sport in cui è tornato sulla sua ultima esperienza in nerazzurro

Dicono: l’Inter di Spalletti è crollata come l’ultima di Mancini- “E’ diverso. Noi avevamo rifondato la squadra, ora la squadra ha due anni di esperienza in più e tanti milioni investiti. Noi chiudemmo l’andata in testa pur avendo lacune evidenti. A quel punto servivano acquisti a gennaio per reggere il passo, invece si parlava solo di vendere. Un club come l’Inter non può ragionare solo per arrivare in Champions, deve progettare per vincere”.

E in estate arrivarono Gabigol e Joao Mario, voluti da altri- “Gabigol era giovane, sarebbe stato meglio darlo subito in prestito. Joao Mario era identico a Brozovic, a me serviva altro. Una punta rapida, capace di attaccare le difese chiuse. Ma a quel punto erano già stati spesi i soldi e non si capiva chi decideva, c’era confusione”.

Su Kondogbia però lei ha messo il timbro- “Infatti l’avrei tenuto. Aveva un carattere particolare, andava protetto. Ma era un talento, aveva qualità, infatti a Valencia è sempre il migliore”.

Ha lasciato partire Kovacic- “Abbiamo avuto anche confronti duri tra noi. Gli dissi ‘rifiuta tutto ed esplodi qui’. Ci credevo, ma arrivò il Real e c’era bisogno di soldi”.

Cosa serve a Spalletti?- “Non ho visto spesso l’Inter. Forse una punta rapida alla Mertens, Salah: gente che segna, vicina a Icardi. Rafihna? Esperienza e qualità”.

Ce la fa l’Inter ad arrivare in Champions?- “Io la vedo terza. Per me, anche così, è più forte di Roma e Lazio. Quest’estate comunque ha investito”.