Mancini e Inter: disgelo, ma era pronta la buonuscita – TS

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27 luglio 2016, 12:32
Mancini

Roberto Mancini è vicino alla permanenza sulla panchina nerazzurra. A conciliare le parti ci ha pensato, secondo “Tuttosport”, il presidente Erick Thohir. Ecco quanto accaduto con il tecnico nerazzurro

DISGELO – “Mancini ha ottenuto la fiducia di Thohir, quindi una presa di posizione netta da parte del presidente sul fatto di non cedere i big (Icardi in primis) e con Ausilio ha avuto un lungo colloquio con cui ha parlato a 360° di programmi. All’Inter è stato il giorno del disgelo. Roberto Mancini si è molto ammorbidito e, in attesa del confronto con Steven Zhang, è sceso dall’Aventino. A ricucire lo strappo il lavoro diplomatico di Erick ThohirIl disgelo newyorchese non cancella però quanto accaduto nelle ultime settimane. In società nessuno ha gradito i comportamenti di Mancini, i toni sprezzanti nell’incontro di Portland con Thohir e Bolingbroke e le pubbliche uscite sulla mancanza di referenti nonostante al suo fianco ci sia sempre stato il dg Gardini“. 

PROBLEMA IN MENO – “Ciò nonostante all’Inter sarebbero stati ben felici di non trovarsi di fronte al problema di liquidare un allenatore che pesava nelle casse societarie per 11 milioni (c’è sempre da badare al financial fair play) con il rischio di doversi affidare a un progetto nuovo (Thohir ha sempre avuto un debole per De Boer) o un traghettatore (Leonardo, sostenuto da Moratti) a inizio agosto. Alla luce dei problemi fisiologici dati dal cambio di proprietà formalizzato al termine della stagione, nessuno – per primi i cinesi (che, non a caso, hanno confermato pure il management in toto) avrebbe voluto arrivare a un divorzio dal tecnico. Il quale, nonostante alcune dichiarazioni da Masaniello («Sono pronto a strappare il contratto») non aveva l’intenzione né di dimettersi, tanto meno di rinunciare a un euro. Non a caso, una volta capito di essere a un passo dall’addio, Mancini ha iniziato a far trapelare messaggi concilianti per favorire la presa di posizione del club. Di fatto però nulla è cambiato: toccherà a Mancini adeguarsi al nuovo corso però si corre verso la riappacificazione perché, dopo tutto, tutti avevano l’interesse a non rompere a un anno dalla scadenza del contratto dell’allenatore”.

RETROSCENA E SCENARI – “In tal senso comunque presto si aprirà un’altra partita perché è vero che Mancini non è disposto a lavorare per preparare il terreno ad altri, ma è altrettanto vero che, dovesse conquistarsi la riconferma centrando gli obiettivi, si potrebbero delineare scenari oggi non ipotizzabili anche perché Mancini non ha mai nascosto che sarebbe alquanto stuzzicato dall’idea di superare Helenio Herrera nella classifica all-time degli allenatori nerazzurri. Agli atti comunque resta pure un fortissimo temporale, tanto che è emerso un interessante retroscena sulla vicenda: in una conference call tra i cinesi e Moratti sarebbe nata l’idea di stanziare 2 milioni di buonuscita per l’allenatore in caso di addio. Al momento, l’idea è rimasta nel cassetto”.