L’Inter vuole esonerare de Boer? Due alternative… – Repubblica

Articolo di
16 settembre 2016, 15:24
de Boer

L’Inter si ritrova a dover fare i conti con una delicatissima situazione. Frank de Boer ha enormi alibi dalla sua parte, ma alcuni dubbi cominciano già a serpeggiare tra gli uffici e i corridoi di Corso Vittorio Emanuele. Questo il racconto che si legge sul sito di “Repubblica”.

ULTIMA SPIAGGIA«Se le cose non cambiano, Frank De Boer è già un dead man walking. Calcisticamente parlando, s’intende. Ma la realtà dei fatti è questa, e travalica le chiacchiere e le illusioni e le dichiarazioni di facciata: da qui alla sosta di ottobre, il tecnico olandese è chiamato a dare una svolta alla stagione, altrimenti anche lui, pur fresco di insediamento (poco più di un mese), potrebbe essere sostituito, perché se la squadra franasse ancora sarebbe necessario correre ai ripari.

ECCO LE ALTERNATIVERadiomercato, o radioserva, o la pancia del paese, suggeriscono già i nomi del possibile nuovo allenatore: in questo momento i più caldi sono Cesare Prandelli e Fabio Capello, poi si vedrà. Di sicuro la posizione di De Boer si è fatta più traballante dopo l’orribile sconfitta in Europa League contro l’Hapoel Beer Sheva, un 2-0 secco e persino autoritario degli israeliani, che avrebbero addirittura meritato di segnare almeno un gol in più. Un rovescio che è il secondo in quattro partite ufficiali, gare nelle quali le cifre inchiodano l’Inter e il suo tecnico: due sconfitte, un pareggio e una vittoria rocambolesca contro il Pescara; sei gol subiti e solo tre segnati, e quei tre segnati tutti da Mauro Icardi; l’Inter è andata in svantaggio in tutte e quattro le partite; l’Inter non ha mai segnato un gol nei primi tempi.

UNA SCELTA DISCUTIBILEFrank De Boer, e sarebbe in effetti curioso il contrario, non ha ancora decifrato la situazione. Perché la verità è che la scelta stessa di De Boer è stata un colossale errore, come tutta la conduzione dell’estate nerazzurra: ci si doveva accorgere molto tempo prima che la parabola di Mancini era giunta a conclusione, non ad agosto; e se si aveva a disposizione la carta De Boer, bisognava giocarla in anticipo, per dare modo all’allenatore di conoscere i giocatori e di prendere le misure all’ambiente fin da giugno; se invece si licenzia Mancini ad agosto, allora bisogna chiamare un allenatore che conosca già la nostra realtà, altrimenti si consegna la squadra a un altro lungo apprendistato, ma a stagione già iniziata, per giunta con un tecnico che a sua volta deve ambientarsi e capire dove si trova. Insomma è stato un pasticcio continuo, e ora Frank De Boer, che è senz’altro un ottimo professionista fino a prova contraria, è un tecnico in difficoltà, travolto dall’insuccesso, e con la Juventus alle porte (domenica ore 18 a San Siro)».