L’Inter si gode Kondogbia: un anno e mezzo di attesa – GdS

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17 gennaio 2017, 11:51
Kondogbia

Geoffrey Kondogbia è cresciuto esponenzialmente nelle ultime settimane grazie a Stefano Pioli. Nessuno a San Siro ha mai visto giocare il francese come contro Chievo e Lazio, ad esempio. Ecco tutti i fattori di crescita evidenziati dalla “Gazzetta dello Sport”.

RINASCITA – «Tra i tanti giocatori rinati con Stefano Pioli spicca Geoffrey Kondogbia. Mister 31 milioni più bonus si è letteralmente trasformato con il nuovo tecnico in panchina. Votato a furor di popolo «Calciobidone 2016» come peggior straniero del campionato nell’anno solare, Kondo si sta prendendo tante rivincite. Compresa quella contro chi lo vedeva a rischio panchina con l’arrivo di Gagliardini. Complice la squalifica di Brozovic, contro il Chievo Pioli invece ha lanciato proprio le «twin towers» (188 centimetri a testa) e la risposta è stata ottima. Con al fianco per la prima volta un ragazzo più giovane di lui (23 anni Kondo, 22 Gagliardini), l’ex Monaco sembra essersi ulteriormente responsabilizzato. Partita di estrema sostanza, la sua, con un grande lavoro d’interdizione ma anche la giusta intesa col compagno nell’alternare gli affondi. E visto che Gaglia è meno anarchico di Brozo, Geoffrey ha potuto farsi notare anche in costruzione. Tanti i passaggi (61, il migliore), molti dei quali non banali, vere rasoiate in verticale a saltare la linea del Chievo e innescare l’attacco nerazzurro.

FIDUCIA DI TUTTICompagni e dirigenti lo hanno sempre sostenuto, ma soprattutto dopo è arrivato Pioli, che in sole 8 gare di campionato ha puntato sul francese molto di più di quanto fatto da FdB in 12 turni: 6 presenze (a cominciare dal derby che ha segnato l’esordio del tecnico) e 454 minuti contro 5 presenze e 310’. La trasformazione però sta soprattutto nell’atteggiamento in campo, nella voglia di lottare. Come dimostrano il miglioramento netto nei recuperi, nei contrasti vinti, nei passaggi positivi, nelle verticalizzazioni e anche nel rapporto tra recuperi palla e falli commessi. Una trasformazione certificata dal fatto che l’Inter ha tolto il ragazzo dal mercato».