L’Inter, Kucka e la Legge di Murphy

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24 maggio 2015, 16:16
Kucka

“Se qualcosa può andar male, andrà male”. Così recita il primo postulato della Legge di Murphy, un insieme di regole umoristiche e caricaturali stilate anni fa dallo scrittore Arthur Bloch. Il terzo gol del Genoa di ieri sera, per i tifosi interisti, è la rappresentazione precisa di queste parole: l’autore della rete che ha sancito la sconfitta non avrebbe potuto che essere Juraj Kucka, un ex che non ha mai indossato la maglia nerazzurra.

META’ NON GIOCANTE – Il centrocampista slovacco, al Genoa dal gennaio del 2011, a fine partita ha manifestato tutta la sua gioia per aver segnato”Il gol più importante di tutta la mia carriera“. La ragione di questa gioia è comprensibile: Kucka fu, per un breve periodo, un tesserato dell’Inter, seppure in comproprietà. Sulla scia degli ottimi affari chiusi con il presidente gialloblu Preziosi – Milito e Thiago Motta su tutti –  Marco Branca anni fa concluse varie trattative con la società del Grifone. Nell’estate del 2011 Inter e Genoa attuarono uno scambio di comproprietà fra Emiliano Viviano e Juraj Kucka: il portiere rimase in nerazzurro, per poi passare al Palermo, mentre il centrocampista restò a Genova, sicuro di approdare a Milano a fine campionato. Le sue prestazioni però non convinsero la società interista e, nell’estate del 2012, il Genoa ne ricomprò la “Metà non giocante” per una cifra vicina ai 7 milioni di euro.

Da allora le strade dell’Inter e dello slovacco si sono incrociate spesso, senza particolari rimpianti da parte interista. Ma ieri sera, vedendolo esultare contro la sua “Ex” squadra, qualche tifoso interista avrà ricordato un altro assioma delle Leggi di Murphy: “Tutto va male contemporaneamente“.