Ligabue: “Moratti manca, Suning faccia ricca l’Inter! Mancini…”

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7 agosto 2016, 23:23
Ligabue

Luciano Ligabue – noto cantautore di fede nerazzurra -, intervistato dai microfoni di “Sky Sport”, commenta le vicende di casa Inter partendo dal ricordo dell’annata 2010 fino al passaggio di proprietà: amarezza per l’addio di Moratti in favore di Suning, ma c’è anche altro

PAZZA INTER, SPECIE NEL 2010 – Il primo pensiero di Luciano Ligabue va all’anno magico per la storia nerazzurra e non solo: «Io confesso che il 2010 è stato un anno speciale per tanti aspetti, mancava solo che l’Inter facesse quello che ha fatto. Io ho cominciato a tifare Inter da bambino, quando aveva già vinto. Mi ero un po’ rassegnato di non vedere una cosa del genere. Il fatto di averlo vissuto mi ha dato un respiro lungo e sono molto paziente. Non c’è normalità per un tifoso dell’Inter, siamo abituati al fatto che l’Inter compia delle cose anormali».

DA MORATTI A SUNING – «Sapere che Massimo Moratti non c’è più vuol dire mettersi una mano sul cuore, dirgli grazie, però star male un po’ per la sua assenza. Sapere che la proprietà è di gente che fatica anche a dire il nome della squadra non fa stare così bene, però d’altro canto è anche vero che è cambiato il mondo, sono cambiati gli investimenti per cui un tifoso poi alla fine vuole sperare che la società sia nelle condizioni di vincere, quindi si spera che i soldi che arriveranno da questa società serviranno a vincere».

VANA SPERANZA SU MANCINI – «Roberto Mancini, prima di José Mourinho, ha fatto esprimere all’Inter un calcio bellissimo, quindi l’ho visto in azione in questo contesto. Adesso è chiaro che speriamo di rivederlo presto, in un mondo molto diverso in cui c’è una squadra che sembra avere diverse spanne rispetto a tutte le altre, vediamo come ci comportiamo nel gruppo delle altre».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.