Leonardo: “Suning ha finalmente preso possesso dell’Inter”

Articolo di
10 novembre 2016, 13:25
Leonardo

Leonardo ha parlato dell’Inter nel corso di una lunga intervista concessa a “La Stampa” soffermandosi in particolare sul gruppo Suning che, dopo gli investimenti iniziali, sembra finalmente orientato a prendere il comando della società.

SUNING – «Un progetto di questa dimensione non parte da un allenatore. Suning ha finalmente preso possesso dell’Inter ed è fondamentale. Il calcio è un’azienda particolare in cui contano le emozioni. Se sei padrone dell’Inter non puoi non averne una cura profonda, quotidiana e strutturata. L’Inter ha nel suo Dna la gloria, non bastano i soldi, ci vogliono sentimenti e un’organizzazione di altissimo livello. Da quando è andato via Moratti l’Inter ha perso il punto di riferimento. Se non sai chi decide, chi comanda, è normale che la macchina s’inceppi. Thohir non ha fatto in tempo ad arrivare che già si parlava di una nuova cessione. Questa situazione ha creato instabilità».

IL NUOVO AD – «Serve un architetto che sappia bilanciare la parte sportiva con quella amministrativa. I cinesi fanno bene a mettere i loro uomini di fiducia. Sono loro che danno sostenibilità, autorità e credibilità alla società. Un italiano? Non è una questione di cittadinanza ma di fiducia. Zanetti, Gardini e Ausilio devono sentirsi parte di questa struttura. Joorabchian? È un’altra anomalia del sistema. In una struttura entri o per capacità o perché ci sono dei buchi. Se sei organizzato non hai bisogno di affidarti ad altri. È come quando compri un biglietto aereo, puoi andare dalla compagnia area o scegliere l’agenzia di viaggio».

CASTING – «Il casting non è una novità. Piuttosto è stata strana la modalità, si poteva evitare di tenere Marcelino in albergo mentre si cenava con Zola. Anche il mio è stato un colloquio aziendale, tante domande e condivisione di idee. Da dirigente ho fatto la stessa cosa. Moratti? Dico quello che penso, non quello che so. Secondo me non rientrerà. Non ho mai visto nessuno soffrire così tanto per l’Inter. Gabigol? Gabigol rispecchia il momento dell’Inter. Non puoi fare un investimento importante e poi dire che il ragazzo non è pronto per l’Italia. Si torna alla storia dell’architetto».

PIOLI – «Scelta giusta? Adesso non si può dire con certezza. Se non hai un disegno societario come fai a sapere se sei adatto? La scelta è arrivata in corsa dopo un inizio di stagione molto travagliato. A me comunque Pioli piace molto, è equilibrato, ha sempre parole misurate, sa far giocare bene la sua squadra e poi l’Inter ha degli uomini che si possono adattare al suo modulo. Il derby? È bello iniziare un’avventura proprio con un derby, vedo più aspetti positivi che negativi. Certo, il gioco di Pioli si conosce ma qualcosa di imprevedibile ci sarà».

Facebooktwittergoogle_plusmail
The following two tabs change content below.
Riccardo Melis

Riccardo Melis

Riccardo Melis (Cagliari, 1990), studente universitario quasi laureato (si spera) in Scienze della Comunicazione; adora leggere, parlare e sopratutto scrivere di calcio e cinema. Tifoso dell’Inter da quando aveva otto anni, ha superato brillantemente i suoi primi anni di tifo, più neri che azzurri, senza che la sua fede verso questi colori fosse scalfita di una virgola.