Leonardo: “Icardi andava inquadrato prima. Inter, alti e bassi”

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17 ottobre 2016, 00:36
Leonardo

Leonardo, ospite di “Sky Calcio Club”, commenta quanto avvenuto all’Inter e dà una parte di colpe a Mauro Icardi, specificando come essendo capitano non può permettersi di fare determinate cose. Anche la società, però, avrebbe dovuto prendere provvedimenti prima.

SQUADRA IN DIFFICOLTÀ«Mandare un allenatore via a ottobre è strano, hanno preso Frank de Boer sapendo com’era il suo modo di lavorare. I giocatori ci sono, ci sono tante cose da vedere, avrà anche lui le sue colpe. È strano, l’Inter ha tanti alti e bassi, oggi ha giocato con la formazione titolare, non mancava nessuno. Gioca solo così, allarga il gioco, Antonio Candreva ha sbagliato tanti cross. Oggi è andata in vantaggio, diversamente dalle altre partite dov’era andata in svantaggio, ma non è riuscita a gestire. De Boer durante la partita ha fatto dei cambi e delle scelte che hanno complicato, è andato a tre in un momento difficile, il primo cambio che ha fatto di Assane Gnoukouri per Éver Banega ha creato un po’ di scompiglio, dopo ha cercato di mettere la squadra in attacco e dopo di equilibrio non ce n’era più».

TUTTI COLPEVOLI«Non credo che la colpa sia solo di Mauro Icardi, andava inquadrato da tre anni, non da oggi. Oggi viviamo la conseguenza di aver lasciato un ragazzo che non ha tutto il controllo di quello che ha. Io penso che la società ha vissuto una tradizione grande, non c’era un equilibrio e un refernete dopo Massimo Moratti, è stata un po’ confusa ed è emerso lui. Un comportamento di un giocatore non si vede oggi ma quando fa un contratto, questa cosa qua va chiarita subito, l’abbiamo trascinata. Lui ha firmato il contratto un mese fa, è un’immagine della società anche quando parla e presenta un libro. Secondo me quello che è mancato è un accordo con la società, questo va scritto. Secondo me è stata una situazione che è sfuggita, ci vuole chiarezza. Se l’Inter vuole creare una sua immagine certi giocatori non possono essere legati alla squadra, anche che sia il capitano. I giocatori tante volte sono più forti della società, questo equilibrio non è sostenibile. I giocatori passano e la società rimane, ci vuole una presa di coscienza di tutte le società».

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Riccardo Spignesi

Studente (ancora per poco) all’Università Statale di Milano. Redattore anche per SpazioCalcio.it e BetClic, estremamente fissato con il calcio.