Lassana Diarra vicino all’Inter? Conosciamolo meglio

Articolo di
27 dicembre 2014, 20:20
lass_diarra

Negli ultimi giorni le voci che vogliono Lassana Diarra all’Inter si fanno sempre più insistenti. Il giocatore ha già parlato con Mancini e avrebbe addirittura già effettuato le visite mediche. Ma chi è Lassana Diarra?

GLI INIZI – Nato a Parigi il 10 marzo 1985, ma di origini maliane, Lassana Diarra inizia la propria carriera in Patria, tra le file del Paris FC, la squadra nerazzurra (blu-nera, per la precisione) di Parigi. Sempre restando nel settore giovanile, si sposta prima al Nantes, poi al Le Mans e infine al Red Star. Nel 2002, all’età di diciassette anni, arriva l’occasione Le Havre, che non sfugge al giovane Lassana, che dopo due anni si ritrova in prima squadra. Nel 2004 debutta quindi in Ligue 2 con la maglia celeste-blu e diventa subito titolare, attirando anche le attenzioni dell’allora CT dell’Under 21 francese, René Girard, oggi tecnico del Lilla. Le prestazioni dell’ormai ventenne Diarra non passano inosservate e, entrando nel giro della selezione Under 21 francese, su di lui mettono gli occhi i più grandi club europei.

CON MOURINHO – Nell’estate del 2005, arriva il grande salto: Lassana lascia la Ligue 2 per approdare in Premier League. Dalla Francia all’Inghilterra, dal Le Havre al Chelsea, da Philippe Hinschberger a Josè Mourinho. Il tecnico portoghese è alla ricerca del nuovo Makélélé, pedina fondamentale del centrocampo Blues, e per il connazionale Diarra arriva dunque il primo paragone importante con l’ex giocatore del Real Madrid, un modello di riferimento per tutti i giovani mediani, soprattutto francesi. Nel Chelsea, però, le cose non vanno come sperato e, non trovando molto spazio (31 presenze in due anni), decide di andar via a fine mercato 2007, accasandosi all’Arsenal, su esplicita richiesta del tecnico francese Wenger. Con la maglia dei Gunners gioca solo tredici partite, così a gennaio 2008 si allontana definitivamente da Londra, trasferendosi al Portsmouth: qui diventa titolare e importante, tant’è che vince un’inaspettata FA Cup da protagonista, bissando il successo dell’anno precedente con il Chelsea (con cui ha vinto anche un campionato, una Community Shield e una Football League Cup, ma solo da comparsa).

IL REAL MADRID – Dopo un anno dal suo trasferimento ai Pompey, arriva la grande chiamata: Juande Ramos, neo tecnico delle Merengues, lo vuole a Madrid. Appena sbarcato nella capitale spagnola, Diarra diventa titolare inamovibile nel centrocampo dei Blancos, terminando i primi sei mesi al Real nel migliore dei modi. Con l’arrivo di Pellegrini sulla panchina, Diarra non perde il suo posto in mezzo al campo, anzi, trova anche la maglia numero 10, un’assurdità pensando al ruolo e al peso del giocatore, che non è di certo un fantasista, né lo Zidane di turno (che comunque non indossava la numero 10, che ai tempi era sulle spalle di Figo). Curiosamente, dopo tre anni Lassana ritrova Mourinho, stavolta sulla panchina del Real Madrid. Nel primo anno gioca titolare e da una grande contributo alla causa Blancos, vincendo, però, solo una Copa del Rey, visto lo strapotere del Barça di Messi. L’anno successivo, invece, Diarra trova meno spazio, anche a causa di qualche problemino fisico e a fine stagione, dopo aver vinto la Liga, si inizia a delineare un futuro lontano dalla Spagna per lui.

CON ETO’O – Il 1° settembre 2012 si trasferisce così all’Anzi, insieme ad un gruppo di giocatori che è inutile ricordare. Tra questi basta citare il solo Samuel Eto’o, già in Russia da un anno, che aspetta l’acquisto di giocatori di livello, proprio come Lassana Diarra, per aiutare la propria squadra a raggiungere la qualificazione in Champions League. Obiettivo fallito, però, visto che tempo un anno e l’Anzi smantella la propria squadra, vedendo partire non solo Diarra ed Eto’o, ma anche tutti gli altri big.

LA CRISI – Nell’agosto del 2013 il francese cambia squadra, ma non Paese: si trasferisce alla Lokomotiv Mosca insieme ai compagni di squadra Boussoufa e Logasov. Nella capitale russa inizia la crisi del calciatore francese, che non trova gli stimoli giusti per giocare come sa, forse scoraggiato dal basso livello del campionato russo, dopo anni di Premier League, Liga e soprattutto Champions League. Così, dopo solo un anno, decide di risolvere il suo contratto con la Lokomotiv, rimanendo svincolato. E adesso si parla dell’Inter, chissà…

IN NAZIONALE – Dopo il debutto nell’Under 21 francese, nel 2007 arriva anche quello con la selezione maggiore, grazie all’apprezzamento dell’allora CT Domenech. Precisamente, il 24 marzo 2007 fa il suo debutto con la Francia nella sfida esterna contro la Lituana, valida per le qualificazioni ad Euro 2008. Maglia numero 21 nello stesso Europeo, non viene convocato al Mondiale del 2010 a causa di un’anemia falciforme. Vanta 28 presenze con la maglia dei Galletti.

IL RUOLO – Lassana Diarra non è semplicemente l’erede di Claude Makélélé, perché se così fosse sarebbe un fuoriclasse assoluto nel suo ruolo. Il 29enne francese, che da il meglio di se davanti alla difesa, è un jolly di centrocampo che può giocare in tutte le posizioni, visto che può essere impiegato anche come mezzala e, all’occorrenza, addirittura sulla trequarti. Sia chiaro però, nel Real Madrid indossava il numero 10 che era stato di Sneijder, ma con l’olandese non ha nulla a che vedere: piuttosto, ricordate quando. in un derby, Mancini mise Nuno Maniche trequartista per limitare le giocate di Pirlo? Ecco. Diarra è un centrocampista di quantità, alla quale abbina anche una discreta qualità, visto che con i piedi non è messo male come alcuni suoi colleghi che si piazzano davanti alla difesa a fare il compitino. In passato è stato anche utilizzato da terzino destro, con risultati accettabili, quindi non avrebbe problemi a giocare come esterno di centrocampo, ma di sicuro non può giocare da ala offensiva come hanno fatto Kovacic, Palacio e Kuzmanovic nelle prime uscite con Roberto Mancini.

L’INTER – Guardando in casa Inter, Diarra può essere paragonato a Medel e M’Vila: il fisico e la duttilità sono simili a quelle del cileno (che però è molto più “cattivo” in fase difensiva), mentre per alcune giocate ricorda il connazionale francese (che all’Inter non ha ancora dimostrato il suo valore tecnico e chissà se ci riuscirà). La domanda ora è: stiamo parlando di un giocatore ancora utile alla causa Inter oppure di un ex atleta? Il Lassana Diarra del Real Madrid potrebbe fare molto comodo all’Inter, quello visto in Russia sarebbe da evitare come la peste. Vedremo cosa succederà nei prossimi giorni, ma ad oggi si può parlare solo di un’incognita, una grande incognita proveniente dalla Russia…