Labate: “Inter, basta una TV a 10 pollici! L’effetto Kondogbia…”

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23 agosto 2016, 01:53
Labate

Tommaso Labate – giornalista del “Corriere della Sera” e tifoso nerazzurro – durante la diretta di “Tiki Taka – Il calcio è il nostro gioco” su Italia 1 non usa mezzi termini per criticare il debutto stagionale dell’Inter di de Boer

INTER, DEBUTTO DRAMMATICO – Dire che Tommaso Labate non è soddisfatto è un eufemismo: «Dopo aver toccato il fondo, qualsiasi cosa succeda è meglio che nulla, ma quello che è successo contro il ChievoVerona è drammatico: poteva finire peggio, se l’arbitro avesse subito espulso Andrea Ranocchia e dato un rigore al Chievo, sarebbe finito a massacro. Frank de Boer ha adattato il suo modulo al Chievo e non va bene per una squadra che sei anni fa vinceva la Champions League. Ieri il Chievo sembrava un mix tra Barcellona e Real Madrid, non so se sia dipeso dall’avversario, ma può essere una candidata come anti-Juventus (sorride, ndr). Magari l’Inter arrivasse davanti a Napoli e Milan…».

MERCATO, EFFETTO KONDOGBIA – «Io Mauro Icardi a quella cifra (60 milioni di euro, ndr) l’avrei venduto e avrei provato a prendere Arkadiusz Milik, che è un allievo di de Boer. Joao Mario non lo nomino nemmeno perché a 45 milioni non penso sia da prendere. E’ l’effetto Geoffrey Kondogbia: spendiamo un sacco di soldi per un giocatore che viene presentato solo per passaggi orizzontali… L’Inter può essere la morte definitiva dei televisori con gli schermi giganteschi: bastava uno schermo da 10 pollici o uno smartphone per vedere la partita di domenica, fatta di passaggini orizzontali, nessuno in verticale».

TRADIMENTI ECCELLENTI – «Ronaldo con la maglia del Milan l’ho visto a San Siro, in quel derby c’è stata la contestazione con i fischietti: anche io avevo il fischietto e l’ho fischiato, ma è finita lì. Se la Juventus, dopo aver speso 200 miliardi delle vecchie lire per Gonzalo Higuain, non vince lo scudetto a novembre e non arriva almeno in finale di Champions League, il colpo l’ha fatto esclusivamente il Napoli di Aurelio De Laurentiis».

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.