Joao Mario colpo Inter: Seedorf + Fernandinho! E Pogba… – TS

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23 settembre 2016, 09:23
João Mário Pescara-Inter

In casa Inter non si parla solo del momento d’oro di Icardi o dell’arrivo di Gabigol: a mettere tutti d’accordo dopo i primi 270′ in maglia nerazzurra è Joao Mario, di cui il “Tuttosport” odierno traccia una descrizione legata sia all’uomo sia al calciatore, destinato a fare le fortune dell’Inter

JOAO MARIO UOMO E LEADER NATO – “Anche dai particolari si giudica un calciatore. Joao Mario, quando è sbarcato a Milano, si è presentato in sede per firmare il contratto con mamma e papà. Ora in città vive con la fidanzata: fosse per lui, tutte le discoteche nel cuore della movida milanese potrebbero dichiarare fallimento. Ha ventitré anni il ragazzo, ma solo per la carta d’identità tanta è la sua serietà, l’attitudine alla leadership e un rapporto con il lavoro da professionista esemplare. Non ci fosse Mauro Icardi, si parlerebbe già di lui come Capitan Futuro dell’Inter“.

UN PO’ SEEDORF, UN PO’ FERNANDINHO – “Era da tempo che non si vedeva un centrocampista tanto completo all’Inter. La sensazione è che il suo ruolo ideale sia quello di mezzala nel 4-3-3: da quella posizione può fare il regista come – ai tempi – piaceva a Clarence Seedorf. Chi lo osserva quotidianamente in allenamento non ritiene azzardato il paragone con l’olandese per la classe che possiede nel velocizzare o rallentare il gioco a seconda delle circostanze (specialità in cui era maestro pure Thiago Motta), ma pure per la propensione ad accarezzare la palla e a tentare la giocata in verticale (come prova il 2-0 all’Empoli, un diamante per efficacia e semplicità). Il tutto unito a un fisico che ricorda quello di Fernandinho (basta rivedere chi tra lui e Paul Pogba è finito per terra in un duello spalla a spalla nel corso della finale di Euro 2016…)”.

CENTROCAMPO DA CHAMPIONS – “Già da domenica la convivenza con Ever Banega porterà a un piccolo sacrificio per Joao Mario: nel 4-2-3-1 il portoghese finora non è riuscito a esprimere in pieno le sue potenzialità come fatto giovedì sera a Empoli. Ciò nonostante intelligenza è spesso sinonimo di duttilità e Joao Mario è il primo a essere consapevole che sull’asse pensante con Banega l’Inter può costruire le sue fortune avendo i due – a corredo – al loro servizio uno straordinario equilibratore in fase difensiva quale è Gary Medel. A Empoli Joao Mario ha fatto pure le veci di Banega – assente causa squalifica – dimostrando di essere l’uomo che mancava all’Inter in regia: il che fa comprendere perché Suning abbia deciso di investire 40 milioni (più 5 di bonus) per quello che stato il secondo acquisto più caro della storia del club dopo quello di Christian Vieri. Ci sarà tempo e modo per pensare come rientrare da quell’esborso per rispettare i patti presi con la UEFA in tema di Fair Play Finanziario (in primis si pensa alla cessione di Jonathan Biabiany allo Jiangsu Suning) intanto Frank de Boer si gode un centrocampo che, dopo anni, appare finalmente all’altezza dell’obbiettivo (minimo) di approdare in Champions League“.

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.