Jeison Murillo, il volto che ha cambiato la difesa dell’Inter

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23 novembre 2015, 23:21
Inter

Su “GianlucaDiMarzio.com” viene dato giustamente risalto a Jeison Murillo, difensore dell’Inter che in queste prime tredici giornate di campionato ha saputo conquistare la fiducia di tifosi e addetti ai lavori con diverse ottime prestazioni e il gol segnato ieri al Frosinone. In questo articolo viene riepilogata la storia del centrale colombiano.

RIVOLUZIONE – “Roberto Mancini se ne è innamorato prima di tutti, adesso lo sono anche i tifosi dell’Inter. E non è questione di gol, anche se quello contro il Frosinone è stato un piacevole regalo. Jeison Murillo è il volto della nuova difesa dell’Inter, c’è il suo carattere insieme al compagno João Miranda dietro i numeri strepitosi di un reparto tutto nuovo. Nove milioni di euro fra cartellino e bonus, quanto è bastato ad Ausilio per strapparlo al Granada. Il Mancio lo voleva già a gennaio, c’era il suo nome sulla lista dei rinforzi chiesti per dare la svolta alla stagione. L’accordo c’era, operazione già definita. Per giugno, però, perché il club spagnolo trattava su tutto tranne su un punto: ‘Fino all’estate resta da noi’. Ci ha provato e riprovato l’Inter, ma l’ha vinta il Granada. Carte firmate in inverno, trasferimento rimandato di sei mesi. Il 2 febbraio le visite mediche per l’Inter in gran segreto, il difensore colombiano presentato da Mancini era già pronto per conquistare la Serie A”.

PRESTAZIONI – “Nel mezzo una Copa América, da miglior giovane del torneo, con la sua Colombia, e un intervento chirurgico a inizio luglio. L’avventura con l’Inter inizia con rientro anticipato, perché Murillo dalla voglia ha «rinunciato alle vacanze, perché quando ti chiama un gran club come questo hai grandissima voglia di giocare, l’unica cosa che vuoi è arrivare e allenarti con la squadra. Sono contentissimo di essere qui. Mi sento come un guerriero, voglio dare tutto per questa squadra, darò tutto fino all’ultimo goccio di sudore». Parole da presentazione, trasformate poi – eccome – in fatti. Con la sua numero 24 che in Colombia porta fortuna, si ispira a Córdoba e al modello Thiago Silva. Presto sono arrivate le benedizioni di Erick Thohir (‘È il futuro’) e Massimo Moratti (‘È la sorpresa più grande’), le lodi dell’amico Fredy Guarín (‘Un ragazzo splendido’), gli applausi di tutto il Meazza. Senza di lui il 4-1 della Fiorentina a San Siro, forse non esattamente un caso. Sognava l’Inter fin da piccolo, e non è un luogo comune. Lo fa da quando a Cali giocava in un’Inter Campus col materiale nerazzurro. Ha cominciato in quella scuola calcio, ora protegge la porta di San Siro. In attesa di un altro colombiano, perché ai microfoni strizza l’occhio all’amico Falcao. Perché quando vuoi vincere, un attaccante così può solo aiutarti. E sì, Jeison Murillo vuole vincere eccome. Col suo nerazzurro ormai tatuato addosso, per far capire a tutti che Mancini non aveva tutti i torti quando a gennaio ha fatto di tutto per volerlo subito”.