J. Rodriguez da incubo: dal no all’Inter alle minacce di morte

Articolo di
9 ottobre 2016, 18:18
James Rodriguez

Non poteva iniziare peggio la stagione 2016/17 di James Rodriguez, che si ritrova a essere protagonista di una spiacevole vicenda nata sul web. Come riportato dal portale “Sport Mediaset”, l’obiettivo di mercato dell’Inter ha subito pesanti minacce di morte nelle ultime ore

PERIODO DA INCUBO – Inizio di stagione da dimenticare per James Rodriguez, che sta vivendo il periodo più complicato della sua carriera. Prima la perdita del posto da titolare nel Real Madrid (nonostante le parole di circostanza, Zinedine Zidane lo vede poco e preferisce altri profili nel suo modulo) con conseguente cessione all’Inter per la cifra monstre di 85 milioni di euro, rifiutata dallo stesso fantasista colombiano. Poi l’infortunio, diagnosticato come lesione di primo grado. Infine, fatto sicuramente più grave, le minacce di morte ricevute nelle ultime ore via web e denunciate immediatamente dalla madre Pilar Rubio.

LE MINACCE DI MORTE – James Rodriguez, infatti, è finito nel mirino della Legion Folk, gruppo già segnalato all’FBI per hackeraggio, estorsioni e minacce tramite il web. Tra i messaggi minatori inviati dall’account Twitter “Frekeman” (riconducibile appunto alla “Legion Folk”, ndr) e ricevuti da James Rodriguez si segnalano i seguenti: “Sto venendo a casa tua armato, saluta i tuoi cari”; “James immondizia umana”; “Volete vedere come muore Rodriguez?”. Convocato dalla Colombia, ma impossibilitato a scendere in campo a causa dell’infortunio sopracitato, il classe ’91 del Real farà ritorno a Madrid per ulteriori controlli, sperando che anche questa vicenda si risolva per il meglio.

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Andrea Turano
Nato nell’era Bagnoli, ma svezzato da Simoni, vive la sua vita in nero e azzurro. Parla di Inter ventiquattro ore al giorno, nel tempo libero si limita a scrivere, sempre di Inter. Sogna di lasciare un ricordo indelebile nella storia della Beneamata, come Arnautovic. E’ un tifoso sfegatato come tanti, ma obiettivo come pochi.