Inter, voti al caso Icardi: società 0, tifosi (non CN) 10 – CorSera

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18 ottobre 2016, 22:40
Icardi Inter-Cagliari

Tommaso Pellizzari del “Corriere della Sera” dà i voti a tutti i protagonisti della vicenda Mauro Icardi, che con la sua autobiografia ha scatenato l’ira della Curva Nord e dell’Inter: il capitano nerazzurro non ne esce bene, ma ancor meno la società

ICARDI – “Voto tra il 2 e il 3 per il protagonista della vicenda. Meriterebbe anche meno, ma i due numeri insieme sono quelli dell’età alla quale il tuttora capitano dell’Inter ha pensato bene di pubblicare un’autobiografia. In ogni caso, riassumendo: scrive un libro in Voto tra il 2 e il 3 per il protagonista della vicenda. Meriterebbe anche meno, ma i due numeri insieme sono quelli dell’età alla quale il tuttora capitano dell’Inter ha pensato bene di pubblicare un’autobiografia. In ogni caso, riassumendo: scrive un libro in cui, raccontando di una lite con gli ultrà, rivela tutto fiero di essere in grado di portare «cento criminali dall’Argentina» per ammazzarli «lì sul posto, poi vediamo». Frasi esagerate, le definisce lui stesso subito dopo. Salvo smentirle non appena gli ultrà lo contestano e la società (parola forte, quando si parla di Inter) s’incazza. Quindi, i casi sono due: o non era vero quello che ha scritto. E allora non doveva scriverlo. O era vero. E allora non doveva smentirlo. Su questo dilemma si potrà discutere a lungo. È invece certo che il rigore contro il Cagliari non doveva tirarlo”.

CURVA NORD DA 2/3 E TIFOSI (NON ULTRÀ) DA 10 – “Anche in questo caso il voto sarebbe più basso, soprattutto per la trovata di fischiare il capitano dell’Inter fin dal riscaldamento, rendendo evidente a tutti che la parte teoricamente più calda del tifo nerazzurro non ha esattamente il bene della squadra in cima ai propri interessi. Da non sottovalutare anche la bella idea di esporre striscioni che (come ha scritto Gianfelice Facchetti, presente allo stadio) hanno costretto diversi genitori ad acrobazie dialettiche per spiegare ai figli piccoli cosa diavolo stesse succedendo. Icardi tira un rigore in direzione della bandierina del calcio d’angolo e tutti quelli che non stanno seduti in Curva Nord cosa fanno? Applaudono. Perché il tifoso medio dell’Inter è disfattista, pessimista e lagnoso. Ma non (del tutto) stupido, quindi capisce il momento di Icardi. Non basterà, perché il capitano sbaglierà poi anche il colpo del possibile 2-0, un colpo di testa praticamente a porta vuota. È lo stesso pubblico che applaude l’allenatore Frank De Boer, perché tra tante cose che non vanno si intravede parecchio di buono”.

ZANETTI E AUSILIO 4 – “Terzo personaggio della vicenda, terzo voto che dovrebbe essere più basso, ma d’altra parte 4 è il numero della maglia con cui JZ è stato capitano dell’Inter per 15 anni, dal 1999 al 2014. Abbastanza tempo, in teoria per avere imparato alcune cosette di base. Tipo: 1) tutti gli ultrà sono tifosi, ma non tutti i tifosi sono ultrà. Quindi, la frase (in difesa della Curva Nord e contro Icardi) «i tifosi sono la cosa più importante e tutti dobbiamo rispettarli» non la si deve dire; 2) soprattutto, se proprio non ci si riesce a esprimere qualcosa di più sensato, magari sarebbe il caso che una leggenda del club (nonché suo vicepresidente) si pronunciasse non poco prima dell’inizio della partita, ma alla fine. Così da non lasciare il proprio capitano da solo contro tutti i suoi contestatori. Dire, troppe ore dopo, «non intendevo fare distinzioni fra i tifosi» equivale a un recupero affannoso sulla fascia dopo avere perduto un brutto pallone. Cioè una cosa che da calciatore non gli è mai successa. «L’ho scoperto adesso (…) Non ero neanche incuriosito dall’idea di leggere questo libro. Non so nemmeno se la cosa toccasse a me o meno, ma non penso». Come si fa a dare un bello zero al direttore sportivo dell’Inter? Uno che 6 giorni dopo la presentazione in pompa magna (con tanto di polemiche tra Icardi e Maradona) dell’autobiografia del capitano dell’Inter, non è nemmeno a conoscenza del fatto che un libro come questo esistesse”.

SOCIETÀ 0 – “Un vicepresidente che, al 22esimo anno di calcio professionistico, ancora non ha chiara la distinzione fra tifosi e ultrà. Un direttore sportivo all’oscuro della produzione letteraria del capitano. Forse è il caso che la proprietà cinese trovi (anche velocemente) Esplora il significato del termine: un dirigente che si occupi di quella cosa piuttosto importante, in una squadra di calcio: i giocatori e il loro rapporto con la realtà che li circonda. Magari proteggendo un allenatore bravo, ma in difficoltà. Pare che serva.un dirigente che si occupi di quella cosa piuttosto importante, in una squadra di calcio: i giocatori e il loro rapporto con la realtà che li circonda. Magari proteggendo un allenatore bravo, ma in difficoltà. Pare che serva”.

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Viviana Campiti

Viviana Campiti

Nata e cresciuta in Calabria, dove si laurea in Scienze dell'Educazione. Amante del calcio in tutte le sue forme, dalla Terza Categoria alla Serie A. Interista per predisposizione naturale e onestà intellettuale. Pazza come Maicon, passionale come Stankovic, fedele come Zanetti. Nel tempo libero ama il cinema, ma soprattutto scrivere.