Inter, non sono tutti Mou! Dov’è la “grande squadra”? – CorSera

Articolo di
10 aprile 2017, 16:02
Pioli

Tommaso Pellizzari analizza sul “Corriere della Sera” l’ennesima crisi dell’Inter, che fallisce la rimonta Champions e si lascia inesorabilmente andare come da molti anni a questa parte: il giornalista sottolinea l’incapacità societaria nel difendere l’allenatore di turno, accusato a varie riprese di essere il colpevole di tutti i mali nerazzurri

CONDANNA Stefano Pioli è sulla graticola, come prima di lui lo era stato Frank de Boer e ancor prima Roberto Mancini. All’attuale tecnico nerazzurro viene imputato di non essere adatto a una grande squadra: “È una condanna che il tecnico emiliano si porta dietro dall’inizio della sua carriera, anche se non è chiaro su quali basi, visto che (prima di arrivare in nerazzurro) ha allenato Sassuolo, Chievo, Bologna e Lazio. Con tutto il dovuto rispetto, non è chiaro quale di queste squadre sia una grande. Né si capisce che cosa di male abbia fatto Pioli in ciascuna di queste squadre, tutte protagoniste di ottimi campionati (e la Lazio addirittura andata ai supplementari di una finale di Coppa Italia)”.

DUE CASI E UNA QUASI CERTEZZA – “Quindi a questo punto i casi sono due: o a giugno si fa arrivare all’Inter il quarto allenatore in dodici mesi. In altri termini, si prosegue nella linea secondo la quale la rosa è ottima: Icardi è qualcosa di simile a un fuoriclasse e un trascinatore; Perisic è un giocatore da 60 milioni, Brozovic da 40, Kondogbia e Gabigol da 30 eccetera eccetera. Si tratterebbe perciò solo di trovare l’allenatore giusto, che sappia finalmente far rendere un gruppo di campioni per quanto effettivamente vale. Un gruppo la cui forza è tale da dipendere da un calciatore di 23 anni, arrivato all’Inter a gennaio, e cioè Roberto Gagliardini: senza di lui, zero punti in due partite. Quindi, ecco la seconda possibilità, che ha anche il vantaggio non secondario di smontare automaticamente il teorema-Pioli: iniziare a mettersi in testa che questa Inter non è una grande squadra”.

NON SONO TUTTI MOU – “Ormai è chiaro che una sola cosa hanno in comune le tre diversissime proprietà degli ultimi anni (Moratti, Thohir e Suning): l’incapacità di tutelare l’allenatore che via via si sono andate a scegliere. Insomma, passano gli anni, ma all’Inter non sembra esserci nessuno in grado di capire che, senza la società che lo difenda, anche il più bravo degli allenatori non può sperare di farcela. A meno che non sia così bravo da difendersi da solo. Ma uno così nasce ogni mezzo secolo (e vince Coppe dei Campioni o realizza triplete). Un’eccezione a regole che – in casa Inter – sembrano inspiegabilmente immutabili”.







ALTRE NOTIZIE