Inter, male profondo: crollo fisico e mentale, crisi Murillo – GdS

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24 novembre 2016, 22:33
Murillo

L’Inter crolla ancora una volta: dopo un primo tempo di buona qualità, i nerazzurri staccano la spina e si fanno rimontare dall’Hapoel Be’er Sheva. “Gazzetta.it” analizza i problemi della squadra di Stefano Pioli, che a questo punto avrà capito che il lavoro da fare è tantissimo e per nulla semplice

MALE PROFONDO – “Sono profondi i mali dell’Inter: non li cancella un cambio di tecnico, non li cancella un gol nel recupero nel derby, non li cancella nemmeno un primo tempo con due gol di vantaggio e l’impressione, finalmente, di essere una squadra vera e compatta. Il male ritorna, quando meno te lo aspetti: colpisce le gambe, che diventano pesanti, colpisce le idee, che diventano confuse, colpisce la testa, che così non abbozza una vera reazione. Stefano Pioli se ne faccia una ragione: il suo compito non sarà facile. Se si era illuso dopo 45 minuti, altri 45 hanno spazzato via tutto. Nel primo tempo lui, ma anche i tifosi nerazzurri, e persino i neutrali avevano visto una squadra compatta, con soluzioni offensive più varie rispetto ai tempi di De Boer e una difesa in pieno controllo”.

PROBLEMI FISICI E MENTALI – “Cosa sia successo negli spogliatoi non è dato sapere. Con ogni probabilità, nulla. Il Be’er Sheva è tornato in campo più quadrato (grazie a un cambio al 35′ p.t.) e più convinto (grazie a un pubblico “spiritato”), ma questo non basta a spiegare. La prima causa, quella più visibile e leggibile, è fisica: come contro il Milan, più che contro il Milan, i nerazzurri a un certo punto hanno finito le energie. Correvano meno, male, a vuoto: nonostante i cambi in molti alla fine si trascinavano. La difesa, poi, merita un discorso a parte: Murillo, in particolare, era parso spaesato già quando gli altri giravano a mille. Il rigore del 2-2 nasce da una sua uscita per lo meno “perfettibile”. Non è un caso che Pioli avesse scelto Medel come partner di Miranda. Il colombiano vive una crisi di identità totale. Poi c’è la testa. Ancora una volta, quando le cose iniziano a andar male, i singoli e la squadra affondano. Pioli dovrà lavorare anche di psicologia, e non sarà la cosa più facile”.

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Viviana Campiti

Viviana Campiti

Nata e cresciuta in Calabria, dove si laurea in Scienze dell'Educazione. Amante del calcio in tutte le sue forme, dalla Terza Categoria alla Serie A. Interista per predisposizione naturale e onestà intellettuale. Pazza come Maicon, passionale come Stankovic, fedele come Zanetti. Nel tempo libero ama il cinema, ma soprattutto scrivere.