Inter, i tre colpi di mercato che si sono rivelati decisivi – CdS

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24 settembre 2016, 12:02
Joao Mario

Alcuni colpi di mercato piazzati dalla dirigenza dell’Inter sono passati sotto traccia questa estate. Ad esempio Ever Banega, concluso con largo anticipo a costo zero e dimenticato un po’ dalla stampa. Ecco il racconto del “Corriere dello Sport”.

TRIS«E’ stato inevitabile, quindi, intervenire proprio in mezzo al campo per risolvere quelle mancanze così evidenti. Il primo ad arrivare è stato Banega, centrocampista dai piedi di velluto, ma dotato soprattutto di una visione di gioco superiore, peraltro abituato a giocare da trequartista nel Siviglia e da mezz’ala nell’Argentina. Poi, per coprire il vuoto sulla corsia destra, è stato il turno di Candreva, elemento capace di andare in doppia cifra sia nei gol sia negli assist (è già a quota 2). La grande sorpresa, però, è stato Joao Mario, da molti ritenuto troppo caro, con i 40 milioni per il suo cartellino, e da alcuni considerato un doppione di Brozovic e per questo inutile rispetto a un centrocampista di governo.

L’IMPORTANZA DI JOAO MARIOIn realtà è stato proprio il portoghese ad offrire la quadratura del cerchio e a completare un tris d’assi con Banega e Candreva. Joao Mario, infatti, non ha sofferto alcun problema di ambientamento e, con intelligenza, ha saputo integrarsi nella mediana nerazzurra, proteggendo Banega, ora più libero di fare le sue magie, innescando Candreva sulla corsia destra e permettendo a Medel di preoccuparsi solo di recuperare il pallone. Allargando il discorso, i benefici li ha avvertiti anche Icardi, che ora non può più lamentarsi di ricevere pochi palloni. Adesso, infatti, dalle fasce piovono cross e in mediana c’è sempre qualcuno pronto a intuire il momento giusto per una verticalizzazione.

INSIEMEAttenzione, però, perché sarebbe riduttivo spiegare la svolta nerazzurra con l’abbandono della fisicità a vantaggio della qualità. Non è vero che l’Inter di un anno fa non avesse qualità. Il sinistro di Kondogbia, ad esempio, è più che raffinato e non è certo la tecnica a mancare a Felipe Melo. Brozovic, inoltre, quando ha fatto la differenza lo ha fatto con la qualità e come dimenticare Jovetic…. La verità è che probabilmente non c’era chimica tra tutti questi elementi, che insieme non rendevano. Così ne sono stati scelti altri (appunto Banega, Candreva e Joao Mario), evidentemente più adatti ed ecco la soluzione al rebus».

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