Inter formichina: forma fisica e mentalità! Servono 2 punte – SM

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25 settembre 2017, 12:59
Škriniar D'Ambrosio Inter-Genoa

Anche “Sportmediaset.it” analizza la vittoria “sporca” dell’Inter sul Genoa: i nerazzurri di Luciano Spalletti stanno mettendo da parte punti importanti, ma ancora una volta vengono fuori le solite lacune. La soluzione sembra essere solo una e prevede un cambio di modulo

FORMICHINA – “Come una formichina, laboriosa ma senza particolari picchi di estro. L’Inter continua il suo avvio di campionato mettendo da parte punti su punti, 16 sui 18 disponibili. Una riserva che farà comodo quando queste partite “sporche”, brutte, giocate non bene, quasi male, non si incanaleranno verso i tre punti. Non ci sarà sempre una puntata di Skriniar o una zuccata di D’Ambrosio a regalare la vittoria. Una squadra che non prende gol, solo due, miglior difesa del campionato, e che segna 8 dei 12 gol negli ultimi 15′ delle partite. Un dato clamoroso, indice di molte cose: innanzitutto di una forma fisica ottima, che alla distanza permette di dominare sugli avversari. E poi di una mentalità giusta, che non lascia spazio ai crolli della passata stagione quando alla prima difficoltà la squadra affondava”.

LACUNE E SOLUZIONE – “Ci sono delle lacune che però questa Inter non riesce ancora a colmare. Individuali e corali. Dalbert deve ancora trovare la personalità giusta e capire cosa è il campionato italiano. I centrocampisti, a turno, steccano. Mentre Candreva, ancora una volta, ha dimostrato limiti tecnici che San Siro non vuole perdonare: l’ovazione al momento della sostituzione è esagerata quanto significativa. Poi c’è il modulo, quel 4-2-3-1 che non convince. E non convince perché il famoso triangolo di centrocampo 2-1 del quale Spalletti ha parlato a lungo anche prima della partita col Genoa non sembra dare né i tempi né le geometrie giuste. L’uscita di palla dalla difesa è sempre scolastica, la palla gira lentamente, lo stesso Borja Valero sembra incatenato dentro uno spartito che non ha picchi. Principalmente perché nel 4-2-3-1 il trequartista è l’ago della bilancia, quello che può sparigliare le carte. E l’Inter non ce l’ha: ha un Joao Mario sempre inespresso e un Brozovic a corrente alternata. Qualcosa di diverso si è visto quando Spalletti ha inserito, ancora una volta, Eder. Non tanto per l’attaccante azzurro in sé, ma quanto per la struttura di gioco. Eder più Icardi, con Perisic a sinistra e Karamoh (a proposito: bravo! Ma bisogna aspettare e dargli tempo per valutarlo) a destra, l’Inter ha dimostrato di sfruttare meglio l’ampiezza del campo ma di non avere solo nei cross l’unica fonte di gioco offensivo. Icardi meno solo, una seconda punta con tiro e rapidità accanto: forse è questa la soluzione che Spalletti può provare, quantomeno nella trasferta di Benevento, per vedere se un’Inter a due punte (o a tre, con un 4-3-3, girando il triangolo di centrocampo in un 1-2) funziona meglio di quella a una punta”.